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Roma, 1 lug – Possibile che proprio in Germania le forze speciali dell’esercito abbiano “legami con l’estrema destra”? Possibile, almeno stando a quanto stabilito dal ministro della Difesa tedesco Annegret Kramp-Karrenbauer, che ha deciso di sciogliere un’intera unità del commando militare delle forze speciali in seguito a un’indagine di maggio. In base alla ricostruzione degli investigatori, il Kommando Spezialkraefte (Ksk) era compromesso proprio per le evidenti simpatie politiche. Di qui lo scioglimento, in realtà parziale, e la promessa del ministro di attuare una riforma radicale delle squadre speciali dell’esercito. Secondo il ministro “l’unità d’élite si è parzialmente resa autonoma” dal resto della Bundeswehr (le forze armate tedesche) per via della “cultura tossica di certe persone alla loro guida”. Quindi le unità Ksk “non possono più continuare a esistere nella loro forma attuale”, ha precisato Kramp-Karrenbauer.

Cos’è il Ksk

Il Ksk venne creato nel 1996 (sulla falsa riga del SAS britannico) ed è specializzato in operazioni antiterrorismo e di salvataggio degli ostaggi in zone ostili. Tra le varie operazioni condotte negli anni, spiccano quelle in Afghanistan e nei Balcani, ma in generale la Germania ha sempre tenuto segrete buona parte delle azioni delle forze speciali. Dal 2017 gli investigatori militari hanno avviato indagini sul Ksk, da quando cioè i media tedeschi parlarono di una festa in cui i membri delle forze speciali facevano saluti nazisti e ascoltavano musica nazionalista. Lo scorso gennaio poi, le forze armate dissero che 20 soldati erano sospettati di estremismo di destra. E 11 militari dello stesso reparto sono stati arrestati, congedati o sottoposti a procedimento disciplinare perché sostenitori della destra radicale.

Ma già nel 2003 il comandante Reinhard Guenzel fu cacciato per aver lodato un discorso di Martin Hohmann, deputato del Cdu al Bundestag. Esternazioni giudicate antisemite perché il deputato disse “le azioni degli ebrei nella rivoluzione russa del 1917” erano equiparabili a quelle dei nazisti. Ovvero secondo Hohmann i tedeschi non possono essere considerati un “un popolo di assassini” e dovrebbero abdicare al “peccato originale” e al senso di “colpa collettiva” per l’Olocausto e la seconda guerra mondiale. Intanto, il generale Markus Kreitmayr ha dichiarato che a causa della presenza di esponenti di estrema destra, il Ksk sta attraversando in assoluto “la fase più difficile” della sua storia.

Alessandro Della Guglia

2 Commenti

  1. L’esercito tedesco si avvia ad un declino assurdo. Adesso la qualtià dei soldati viene giudicata sulla base delle presunte simpatie politiche.

    Ma ringraziassero piuttosto che da qualche parte nella petalosa Germania odierna è rimasto qualche patriota….

  2. E fare un reparto di FS solo di sardine? Sai che amebe asfittiche! Per fare certi lavori, ci vogliono testa, fisico, senso del dovere e della gerarchia nonche predisposizione al sacrificio, ergo… Non è questione d’essere dei fanatici, tutt’altro!