Roma, 28 set – Nonostante gli incentivi all’industria varati di recente, il Ghana resta un Paese in cui la maggior parte della forza lavoro è impiegata in agricoltura. Risulta di conseguenza essenziale, per garantire la crescita economica, aumentare la produttività del settore.

Autosufficienza agricola

Per tale motivo il governo nel 2017 ha lanciato il Planting for Food and Jobs, un programma di investimenti i cui risultati iniziano a farsi vedere. Per la prima volta il Ghana ha prodotto 150mila tonnellate di derrate agricole che ha esportato nei paesi vicini, con benefici che hanno riguardato un milione di lavoratori agricoli e permesso alle casse dello Stato di guadagnare valuta pregiata, un obiettivo che finora pochi paesi africani hanno raggiunto.

Leggi anche –  Il presidente del Ghana: “Gli aiuti non ci servono, dobbiamo crescere da soli”

Infatti il Ghana nel 2020 raggiungerà l’autosufficienza nella produzione di soia e nel 2023 in quella di riso, questo grazie ai sussidi offerti dal governo agli agricoltori per l’acquisto di fertilizzanti e sementi certificate, un grosso progresso se si pensa che solo nel 2017 il Ghana ha prodotto soltanto il 20% della soia e il 50% del riso consumato.

La crescita del Ghana

Com’è facile immaginare questi incentivi hanno portato a una grossa crescita del settore agricolo, cresciuto del 6,1% nel 2017, del 4,8% nel 2018 e del 7,1% nel 2019, superando come crescita il settore dei servizi che nel 2019 è cresciuto solo del 6,1%.
Anche se molto rimane da fare il Ghana è sulla buona strada. Non a caso si tratta di uno dei Paesi a più elevata crescita e non solo in Africa, a dimostrazione che con i giusti incentivi anche il continente nero può generare sviluppo.
Giuseppe De Santis

1 commento

Commenta