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Roma, 18 gen – Il Ghana è una delle nazioni africane a più elevata crescita. Ciò è dovuto, fra le altre cose, alla scelta del governo di puntare sull’agricoltura per produrre in loco i beni primari che consuma, riducendo così le importazioni.

Autosufficienza alimentare

Grazie al Planting for food and jobs il Ghana è infatti vicino a raggiungere l’autosufficienza alimentare nella produzione di riso e soia. Anche la produzione di pollame è ormai prossima a soddisfare la domanda interna. Senza contare poi le innumerevoli iniziative per trasformare i prodotti agricoli in beni ad alto valore aggiunto, così da generare benefici economici ancora più elevati.
Per quanto importanti, però, queste politiche non cambiano il fatto che il Ghana rimane, assieme alla Costa D’Avorio, il più importante produttore mondiale di cacao. L’esportazione di questa derrata rimane un fattore-chiave per il suo sviluppo.

Il Ghana punta sul caffé

Adesso il governo vuole andare oltre e punta a incrementare la produzione di caffè, altro prodotto che viene per lo più esportato. In passato la produzione era monto bassa, specie se paragonata a quella del cacao. Adesso la produzione è raddoppiata, raggiungendo le 12 mila tonnellate per anno con una resa per ettaro pari a 1,4 tonnellate.
Un aspetto importante è legato al fatto che il 90% del caffè prodotto in Ghana viene processato e consumato internamente. Dettaglio non trascurabile in quanto riduce la volatilità del prezzo, che non risulta così essere legato alle oscillazioni di domanda dei Paesi stranieri su cui, per ovvi motivi, il Ghana non ha alcun controllo.
L’aumento dei consumi interni fa parte di un piano più ampio che punta ad aggiungere valore alla produzione di caffè e a promuovere un aumento dei consumi nel continente africano, dove la crescente classe media crea maggiori opportunità di incremento della domanda di questa bevanda.
Giuseppe De Santis

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