RegeniIl Cairo, 4 feb – Il corpo senza vita dello studente friulano Giulio Regeni è stato trovato in un fosso della periferia del Cairo nel quartiere Hazem Hassan.



Secondo fonti egiziane il cadavere del ventottenne, ritrovato seminudo, riporterebbe degli evidenti segni di tortura e ferite (bruciature). Diverse piste sono al vaglio degli inquirenti, tra le quali l’ipotesi di un rapimento per estorsione, o per questioni politiche, qualora fossero entrati in azione estremisti islamici (l’Isis), se non, visto il luogo del ritrovamento, l’esito di una rapina andata male. Per non azzardare conclusioni affrettate, una fonte della polizia locale aveva sostenuto che la scomparsa sarebbe potuta essere legata a non meglio precisati “motivi personali”.

Regeni era in Egitto per un dottorato di ricerca  in commercio e sviluppo internazionale dell’università di Cambridge e, sempre secondo fonti egiziane, pare che al momento della scomparsa volesse far visita ad un amico: “Voleva fare visita a un amico per il suo compleanno. Mi ha mandato un messaggio dicendomelo – racconta Amr Assad, suo conoscente – ma quando ho provato a chiamarlo il suo cellulare era spento. Il giorno dopo ho saputo da un altro amico che lo stava aspettando in strada, che non è mai arrivato a destinazione, e il suo telefono continua a essere spento”.

La Farnesina si è subito attivata: il ministro Gentiloni riferisce che “Il Governo italiano ha richiesto alle autorità egiziane il massimo impegno per l’accertamento della verità e dello svolgimento dei fatti, anche con l’avvio immediato di un’indagine congiunta con la partecipazione di esperti italiani”. L’accaduto inoltre ha causato la sospensione di una missione di una sessantina di aziende italiane in corso al Cairo e guidata dal ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi.

 

 

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