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Golan, Trump riconosce sovranità Israele. Mosca: “Destabilizza la regione”

by Adolfo Spezzaferro
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Roma, 22 mar – Donald Trump scatena la tempesta perfetta in Medio Oriente e non solo annunciando che per gli Stati Uniti – dopo oltre 50 anni di occupazione de facto sia arrivato il momento di riconoscere la sovranità israeliana sulle alture del Golan.

La decisione di riconoscere la sovranità d’Israele sulle alture del Golan è stata “difficile”, ma “ho fatto quello che gli altri avevano promesso di fare e non hanno fatto, come per lo spostamento dell’ambasciata statunitense a Gerusalemme“. Così Trump ha commentato la sua decisione di riconoscere la sovranità d’Israele sulle alture del Golan, occupate da nel 1967.
“Pensavo di farlo da molto tempo. Una decisione difficile per ogni presidente e nessun presidente lo ha fatto, l’ho fatto io, come per lo spostamento dell’ambasciata statunitense [in Israele, ndr] a Gerusalemme. Ho capito perfettamente perché tutti, Clinton, Bush e Obama, hanno fatto campagna elettorale sull’ambasciata a Gerusalemme, ma non l’hanno poi spostata: quando sono stato eletto – spiega il presidente Usa – anch’io avevo fatto campagna su questo – sono stato inondato di telefonate da tutto il mondo, con i leader che mi dicevano ‘per favore, non farlo’. L’ho fatto e va tutto bene. Con le alture del Golan è la stessa cosa: per anni, altri presidenti hanno detto che lo avrebbero fatto. Si tratta di sovranità, sicurezza, sicurezza della regione“.

La condanna di Siria, Iran, Turchia, Egitto, Russia e Francia

Immediata la reazione della SiriaPaese di cui facevano parte le alture del Golan fino al 1967 – che denuncia con forza le dichiarazioni del presidente Usa: “Le dichiarazioni di Trump – si afferma – non cambiano la verità, perché il Golan è e rimarrà siriano“. La Siria ha denunciato le parole della Casa Bianca come “una violazione delle risoluzioni internazionali” circa l’illegittimità della presenza israeliana.

La legittimità di Gerusalemme e del Golan sono determinate dal popolo palestinese e da quello siriano“, ha detto Nabil Abu Rudeina portavoce del presidente palestinese, Abu Mazen. “Qualsiasi decisione presa dagli Usa – ha aggiunto – è contro la legge e la legittimità internazionale. Non ha alcun valore, non darà legittimità all’occupazione israeliana e rimarrà lettera morta”. Ma – ha concluso – accrescerà solo “la tensione nella regione“.

L’Egitto “ha confermato la propria posizione che considera il Golan siriano come un territorio arabo occupato“, scrive l’agenzia Mena citando un comunicato del ministero degli Esteri. La posizione del Cairo è basata sulla “legittimità internazionale” creata da varie risoluzioni dell’Onu con “in testa” la numero 497 del 1981 contro l’annessione israeliana.

La decisione del presidente americano “porterà nuove crisi” in Medio Oriente, secondo il ministero degli Esteri iraniano, che ha sottolineato come si tratti di una posizione contraria alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu. “Non c’è altra soluzione possibile se non la fine dell’occupazione” del Golan da parte di Israele e la difesa della “sovranità della Siria”, ha aggiunto in una nota. “Tutti scioccati da Trump che continua a cercare di dare ciò che non è suo all’Israele razzista: prima Al-Quds e ora il Golan”, commenta il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, usando il nome arabo per la città di Gerusalemme.

Le dichiarazioni del presidente Trump sulle alture del Golan possono “destabilizzare la regione” e dunque è opportuno che restino “solo una proposta”. Lo dichiara il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dalla Tass. “Cambiare lo status delle Alture del Golan scavalcando il Consiglio di Sicurezza dell’Onu è una diretta violazione delle decisioni delle Nazioni Unite”, ha detto dal canto suo la portavoce del ministero degli Esteri in un’intervista a Radio Kommersan, Maria Zakharova, che ha sottolineato che la posizione della Russia, secondo cui le Alture appartengono alla Siria, resta invariata.

Non permetteremo in nessun caso la legittimazione dell’occupazione del Golan“. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. “La disgraziata dichiarazione di Trump sulle Alture del Golan porta la regione alle porte di una nuova crisi”, ha aggiunto Erdogan.

Il riconoscimento della sovranità israeliana sul Golan “sarebbe contrario al diritto internazionale“. E’ quanto afferma la Francia. “Il Golan è un territorio occupato da Israele dal1967. La Francia non riconosce l’annessione israeliana del 1981 “, ha affermato il Quai d’Orsay, rilevando che “questa situazione è stata riconosciuta come nulla da diverse risoluzioni del Consiglio di sicurezza, in particolare dalla risoluzione 497”. Il ministero degli Esteri francese, inoltre, sottolinea “l’obbligo per gli Stati di non riconoscere una situazione illegale“.

Consiglio Onu per i diritti umani condanna l’occupazione

Il Consiglio Onu per i diritti umani ha votato 26 a 16 per condannare l’occupazione delle Alture del Golan in Siria da parte di Israele, durante la guerra dei Sei giorni del 1967. Lo riporta il Jerusalem Post, sottolineando come il voto, da tempo in programma, arriva all’indomani delle dichiarazioni del presidente Usa. L’Italia è tra i Paesi che hanno votato contro, insieme a Australia, Austria, Brasile, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Giappone, Islanda, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovacchia, Spagna, Togo, Ucraina, Ungheria. Cinque gli astenuti.

Adolfo Spezzaferro

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3 comments

Parla Pompeo: “Trump è stato mandato da Dio per salvare Israele dall'Iran” - Skytg24news.it 23 Marzo 2019 - 6:26

[…] americano, arrivate dopo l’annuncio del presidente degli Stati Uniti di riconoscere la sovranità di Israele sulle alture del Golan, occupate militarmente da Tel Aviv dopo la Guerra dei Sei Giorni nel 1967 e da allora sempre […]

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Ludovico 24 Marzo 2019 - 2:30

Bravo Trump! I vigliachi governi europei sono sempre stati i lecca lecca dei mussulmani, specie degli arabi e dell’Iran.

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Nuova cittadina in Israele: si chiamerà Trump, omaggio al presidente Usa 31 Gennaio 2020 - 12:48

[…] modo piuttosto forte di rimarcare il dominio su un territorio strappato alla Siria nel 1967 e che il presidente Usa ha voluto riconoscere come israeliano senza se e senza ma, sulla falsa riga di quanto aveva già fatto con Gerusalemme, eleggendola a […]

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