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Londra, 24 mar –  Una professoressa universitaria britannica ha duramente criticato Google Traduttore per il suo “sessismo” poiché nel traduttore automatico di Google, le lingue neutre rispetto al genere vengono tradotte in inglese con pronomi di genere.

La prof “indignata” da Google Traduttore

La professoressa Dora Vargha, originaria da Exeter nel Devon, è (addirittura) rimasta “sconvolta” quando ha cercato di tradurre l’ungherese, una lingua che mantiene il neutro rispetto al genere, senza pronomi maschili o femminili. Google Traduttore, bieco meccanismo sessita, inserisce automaticamente “lui” o “lei” prima di alcuni verbi quando si imposta la lingua inglese, a seconda dell’attività che tali verbi indicherebbero.

Algoritmo e sessismo dei pronomi

“I pronomi femminili venivano usati per verbi che indicano le faccende domestiche come pulire e cucire, mentre “lui” era usato per attività intellettuali come essere un politico o un professore”, lamenta la donna. La traduzione diceva: “Lei è bellissima. Lui è intelligente. Lui legge. Lei lava i piatti. Lui costruisce. Lei cuce”. La Vargha, che lavora come docente senior in discipline umanistiche, ha condivio questo “scempio” di Google Tranlsate con post sui social, che da allora è diventato virale: “L’ungherese è una lingua neutra rispetto al genere, non ha pronomi di genere, quindi Google Traduttore sceglie automaticamente il sesso per te”. “Ecco come il sessismo quotidiano è costantemente codificato nel 2021. Vaffanculo, Google“, si legge nel post.

La rettifica di Google

Google si è sentita in dovere di replicare alla polemica social, addossando la colpa del “sessismo” del suo traduttore ai risultati dell’algoritmo dello stesso, dato che il loro strumento di traduzione replica ciò che trova sul web e può “replicare inavvertitamente i pregiudizi di genere che già esistono”.

Ma i docenti usano Google Traduttore?!

Un appunto che sarebbe necessario fare ad una persona che lavora in università è che a prescindere dai pronomi non ci si può affidare completamente ad un traduttore automatico di Google per comprendere testi in altre lingue: addirittura, spesso, Google Traduttore riporta in maniera letterale o presume strutture linguistiche anche in una “semplice” traduzione da inglese a italiano. Dovremmo sentirci discriminati perché Translate non afferra le nostre strutture grammaticali? O, forse, non sarebbe meglio rispolverare l’antica arte della comprensione del testo senza farsi prendere da isterismi femministi? Chissà se la prof pasionaria troverà questo articolo in rete e come verrà tradotto dal suo computer … speriamo non mistifichi tutto!

Ilaria Paoletti

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5 Commenti

  1. Boh, ieri l’autistO dell’autobus ha detto guai se mi riprovo ad apostrofarlo così… non deve essere maschilistO..

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