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Washington, 11 gen – Dopo essere stato bloccato da Facebook e dopo aver subìto l’eliminazione definiva del suo profilo Twitter, la guerra che i colossi Big Tech stanno portando avanti negli ultimi anni contro Donald Trump, ha toccato in questi giorni il suo livello più alto. Come preannunciato ieri, dalle ore 9 di questa mattina (ora italiana), la società Amazon Web Services ha provveduto a rimuovere il social network Parler dal suo servizio di cloud hosting, rendendolo pertanto inaccessibile a milioni di utenti, in grandissima parte trumpiani.



Da tempo, infatti, questa piattaforma sociale era utilizzata dai sostenitori di Trump in modo alternativo a Facebook e dopo l’ultima censura subìta dal Presidente da parte di Twitter, aveva visto un’impennata di nuove iscrizioni da parte di tutti quei cittadini americani che – sfidando la censura dei “mainstream media” – intendevano continuare a seguire e restare in contatto con il loro Leader.

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Il “grande annuncio” promesso da Trump

Questa volontà da parte dei social network e dei colossi Big Tech di mettere a tacere l’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America, sembra essere collegata anche al tentativo di evitare che Donald Trump possa fare quel «grande annuncio», da lui stesso preannunciato in uno dei suoi ultimi tweet e durante il quale aveva invitato, altresì, i suoi milioni di elettori a «restare sintonizzati».

Nella giornata di ieri, molti dei profili più seguiti su Parler – consapevoli dell’impossibilità di non poter più accedere al “social network di destra” dalle ore 23:59, ore del Pacifico-USA – suggerivano ai loro followers di continuare a seguirli su altre piattaforme quali Gab (che, non a caso, proprio questa notte ha avuto centinaia di migliaia di nuovi accounts) e Clouthub (al momento, accessibile esclusivamente agli utenti in possesso di un numero di cellulare statunitense o canadese).

Nonostante la messa fuori uso di Parler, però, Donald Trump non sembra affatto piegarsi a questa nuova ondata di oscuramento rivolta nei suoi confronti. Pertanto c’è da attendersi che il «grande annuncio» da lui citato possa essere comunque fatto. Per scoprire quando, dove e come ciò accadrà – ma soprattutto per capire cosa riguarderà – non resta appunto che restare sintonizzati.

Giangiacomo Monterchi

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