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blocco trattori grecia (1)Atene, 23 gen – Dopo mesi di trattative e mancati accordi, divampa in Grecia la protesta degli agricoltori, degli allevatori e dei pescatori. Le tre categorie, che protestano contro le politiche fiscali attuate dal governo Tsipras, sono ora sul piede di guerra per l’annunciata riforma delle pensioni. Un insieme di misure che il governo di Atene ha intenzione di adottare per mantenere l’impegno assunto con la firma dei Memorandum di Bruxelles. Provvedimenti che andrebbero a equiparare le tre fasce di lavoratori ai liberi professionisti, apportando, secondo i sindacati di categoria, un abbattimento del reddito pari all’80%.

Una scure fiscale che metterebbe definitivamente in ginocchio due dei comparti produttivi che ancora resistono , pur tra enormi difficoltà, nell’inferno della crisi economica greca. Tsipras, pur di sottostare ai diktat dell’Ue, sembra non avere intenzione di cedere alla protesta montante. Una presa di posizione che crea malumori all’interno dello stesso esecutivo, a cominciare dal ministro per lo Sviluppo rurale e alimentazione, Evangelos Apostolos, assediato tre giorni fa nella città di Komotini da un nutrito gruppo di agricoltori, e riuscito ad allontanarsi solo grazie all’intervento della polizia che ha allontanato i manifestanti con idranti e lacrimogeni.

Mappa blocchi
Una cartina che indica i vari blocchi stradali organizzati fino al 21 gennaio

Lo spontaneismo iniziale della protesta ha lasciato spazio, negli ultimi giorni, a una manovra coordinata: gli agricoltori stanno confluendo su snodi strategici per bloccare la viabilità della Grecia con trattori e camion; i pescatori, coadiuvati spesso dagli operatori portuali, hanno iniziato a bloccare anche il traffico marittimo. Nella giornata di ieri oltre duemila trattori hanno occupato il casello di Nikaia, lungo l’autostrada Atene – Salonicco. Per oggi pomeriggio l’appuntamento è stato fissato presso Mikrothives, importante zona agricola della Tessaglia. Qualora il governo non dovesse fare marcia indietro, i coordinatori della protesta hanno annunciato uno sciopero generale il prossimo 4 febbraio, con una mobilitazione generale che potrebbe portare alla paralisi della viabilità in tutta la Grecia e al blocco dei porti del Pireo e di Salonicco.

Francesco Pezzuto

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