Eurozone Finance Ministers Demand Greater Scrutiny Of Greek Budget CutsAtene, 2 lug – L’esito del referendum sul piano di aiuti per la Grecia? Non è scontato. A tre giorni dalla consultazione, gli elettori sono divisi fra l’accettare le proposte della Troika e il rischio “salto nel buio” del rifiutarle.
Stando ai sondaggi che hanno cominciato a circolare già nelle prime ore successive all’annuncio fatto da Tsipras, al momento i “Sì”, sarebbero al 43%, al 39% invece i “no”. La soglia degli indecisi è ancora elevata, ma all’interno di questi vi è un sostanziale equilibrio (4% e 4%) fra chi è portato a sostenere una o l’altra posizione. Rimane comunque fuori un ulteriore 10%, che è l’elettorato ancora da convincere e che potrebbe rivelarsi alla fine decisivo per le sorti della consultazione.
E’ da rilevare come i voti favorevoli fossero minoranza nello scorso fine settimana, ma hanno cominciato a guadagnare terreno fino a superare i contrari dopo lunedì, quando la chiusura delle banche ha cominciato a far sentire i suoi effetti. Chiusura tra l’altro decisa dallo stesso governo che pure si schiera apertamente per il “No”.
Il ministro dell’Economia Varoufakis ha intanto fatto sapere che, in caso di fallimento del referendum e quindi di accettazione del piano di austerità in cambio dell’ultima tranche di aiuti da 7.2 miliardi, “potremmo dare le dimissioni, ma lo faremo in uno spirito di collaborazione con coloro che ci seguiranno”.
Prima la giravolta di premier, pronto ad accettare le proposte dei creditori internazionali, la cui offerta è stata tuttavia rispedita al mittente. Ora le parole di Varoufakis che fanno traballare l’esecutivo. L’impressione è che Tsipras abbia imboccando un vicolo cieco e, qualunque sia l’esito del referendum, questo sarà in ogni caso difficile -se non impossibile- da gestire per il governo.
Filippo Burla

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