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Roma, 11 dic – Non le hanno dato il Nobel per la pace, preferendole chi se lo meritava per ovvi motivi, quindi l’hanno messa in copertina sul Time. Signore e signori, Greta Thunberg è la ‘Persona dell’Anno’ sulla celebra rivista americana che dal 1927, ogni dicembre mette in copertina la persona che maggiormente ha segnato l’anno in via di conclusione.

Chi era in gara

La diciassettenne paladina della lotta al riscaldamento globale ha sbaragliato una concorrenza di tutto rispetto per accaparrarsi il paginone del Time: in lizza c’erano il presidente Donald Trump, la speaker della Camera Nancy Pelosi, la ‘talpa’ (the Whistlebower) che grazie alla sua soffiata ha fatto iniziare la procedura per l’impeachment contro il tycoon, e i manifestanti di Hong Kong; seguono la premier neozelandese Jacinda Ardern, il presidente cinese Xi Jinping, l’ex sindaco di New York Rudy Giuliani, Mark Zuckerberg e la capitana della nazionale Usa di calcio femminile Megan Rapinoe. La Thunberg è la più giovane Persona dell’anno mai apparsa sulla rivista.

Le motivazioni

Il Time spiega le motivazioni di questa scelta: «Per aver suonato l’allarme sulla relazione predatrice dell’umanità con l’unica casa che abbiamo» e «per aver mostrato cosa succede quando una nuova generazione prende la guida», spiega la rivista. Greta «è riuscita a trasformare vaghe ansie sul futuro del pianeta in un movimento mondiale che chiede un cambiamento globale».

Quale forza?

La forza della gioventù è lo slogan che accompagna la foto dell’attivista svedese, inquadrata a capelli sciolti in piedi sugli scogli, eterea in mezzo ai flutti: quasi una sirenetta in felpa rosa. Ce lo aspettavamo tutti, del resto a Greta ormai manca solo che vinca il premio Oscar ad honorem. Quello che non capiamo è dove il Time abbia visto questa “forza”, dal momento che Greta non fa altro che marinare la scuola per poter piangere davanti a platee di uomini potenti, protetta da Ong foraggiate dai soliti “filantropi” e imbeccata dalla sua portavoce personale; parla in maniera semplicistica di una tematica troppo complessa da affrontare a una massa di persone sedotte da una narrazione apocalittica e lacrimosa, bramose di sentirsi solo parte di un “tutto” emotivo che non ha fondamenta scientifiche. La forza del bluff, altro che gioventù.

 

Cristina Gauri

5 Commenti

  1. A questo punto è certo: dopo la Greta ci sarà un robot. E’ questa la strada che hanno intrapreso per portarci lì…

  2. In questo momento mi dispiace per la ragazzina vittima di un meccanismo pubblicitario che alla sua eta’ penso sia insopportabile; irresponsabile chi ha spinto questa carnevalata senza senso.
    La rivista Time è purtroppo la dimostrazione che la carta stampata, con i suoi articoli e fotografie, sta morendo.

  3. Quale credibilità può avere chi ha nominato persona dell’anno hitler nel 1938 e stalin per ben due volte nel 1939 e nel 1942 ? Per la vergogna avrebbero dovuto eliminare il riconoscimento nel 1946, ma evidentemente dovrebbero dare al time il premio di faccia di bronzo del secolo.

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