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Helsinki, 27 ott – I registri riservati di migliaia di pazienti di psicoterapia in Finlandia sono stati violati e alcuni di loro stanno affrontando ricatti da parte di chi, altrimenti, diffonderebbe informazioni molto riservate sul loro conto: fobie, sindromi, segreti inenarrabili e tutto ciò che si dice nel confessionale contemporaneo, ovvero nello studio degli psicologi.

Vastaamo, 40.000 pazienti in cura dagli psicologi

Le autorità stanno lavorando per rintracciare tutti quei pazienti che hanno ricevuto e-mail contenenti minacce di divulgare informazioni personali a meno che lo sfortunato non paghi il ricattatore. Alcuni dei fascicoli privati riguardanti sedute di psicoterapia, intanto, sono già trapelati online. La polizia finlandese sta lavorando con altre agenzie per indagare sulla violazione dei dati che ha preso di mira Vastaamo, il più grande centro privato di psicoterapia del Paese, che tratta circa 40.000 pazienti in tutto la nazione. “Siamo grati per il modo in cui i vari responsabili della società hanno aiutato la polizia”, ​​ha detto Marko Leponen, un ispettore investigativo presso il National Bureau of Investigation finlandese. “È particolarmente positivo che i cittadini chiedano a tutti di non condividere questo materiale sui social media: perché la sola condivisione di tali informazioni soddisfa gli elementi essenziali di un reato”, ha aggiunto.

Pazienti degli psicologi e riscatti in “bitcoin”

Alcune delle vittime hanno ricevuto e-mail che chiedevano pagamenti in bitcoin per impedire la divulgazione pubblica delle loro informazioni personali. Invece di acconsentire a tale ricatto, le agenzie governative chiedono agli sfortunati pazienti di salvare le e-mail con l’estorsione e altre possibili prove, perché vanno subito presentate alla polizia. La polizia ha anche scoraggiato le persone dal pagare gli hacker, dicendo che questa azione, comunque, non garantirà che i loro dati rimangano privati.

Ma c’erano già stati attacchi hacker

La società Vastaamo ha affermato di aver avviato un’indagine interna sulla questione e ha ammesso sul suo sito web lunedì che il suo database di pazienti è stato consultato per la prima volta dagli hacker nel novembre 2018. La società ha affermato che le falle di sicurezza hanno continuato a persistere fino a marzo 2019. La società ha anche annunciato lunedì di aver licenziato l’amministratore delegato, Ville Tapio, dopo che è stato scoperto che aveva nascosto una violazione al consiglio di amministrazione della società e alla società madre. Non c’è che dire, sembra un episodio di Black Mirror: psicoterapia e ricatti, corre tutto online. E la gogna pubblica si evita (forse) pagando in bitcoin.

Ilaria Paoletti

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1 commento

  1. A riprova che è sempre più facile, per tutti, farsi i c…i degli altri. Se questo è bene…, necessita di un profondo esame e risposta corale!

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