Roma, 2 mag – “Sapete bene anche voi che nei ragionamenti umani si tiene conto della giustizia quando la necessità incombe con pari forze su ambo le parti. In caso diverso, i più forti esercitano il loro potere e i più deboli vi si adattano”. E ancora: “Se aveste la nostra potenza, fareste altrettanto”.
Stralci, squarci, pillole del celebre “dialogo dei Melii”, inserito dallo storico ateniese Tucidide ne La Guerra del Peloponneso, mirabile opera del V secolo ante Cristo. E’ forse il primo, quanto straordinario, dialogo tra ambasciatori riportato in un testo classico. I meno accorti esegeti dell’opera di Tucidide, nel tempo, si sono sperticati nel leggervi una sorta di ineluttabile selezione darwiniana elevata a criterio politico. Ma il padre del realismo politico europeo, adorato da Hobbes, poneva l’essenzialità della questione negoziale al centro di qualsivoglia quadro post conflittuale.

La propaganda produce il partigiano social

Soffermarsi oggi su quel “dialogo” greco tra vinti e vincitori, è utile per comprendere l’abbaglio di chi ha deciso di sacrificare la diplomazia sull’altare della propaganda indotta, osservando con lenti annebbiate l’evolversi della guerra in Ucraina. Tra il bianco del pacifista e il nero del tifoso battagliero, si finisce per ignorare la scala di grigi che divide il reale dall’immaginario. Il recinto in cui si è rinchiuso il partigiano social è ormai un classico dell’inconsistenza virtuale, apoteosi della società ologrammatica già tristemente consumatasi con le elezioni americane prima e con il Covid poi. Vizio generato anche dalla perdita di credibilità di buona parte del giornalismo internazionale, intento a sparacchiare notizie non verificate e ad abbeverarsi alla fonte dell’intelligence di turno, anziché ai fatti. L’internauta qualunque finisce così per ergersi a tuttologo, con la complicità del professionista che ha gettato alle ortiche la serietà deontologica.

Tra Lavrov e Biden, a suon di idiozie

Tutto questo sarebbe irrilevante se avessimo a che fare con una classe politica degna di questo nome. Invece l’assenza di profondità sta travolgendo anche chi dovrebbe proporre soluzioni concrete alla catastrofe imminente eppure ancora evitabile. Sicché la diplomazia annega nelle acque torbide delle sparate incaute. Fateci caso, assistiamo a un presidente degli Stati Uniti (Biden) che dà del “macellaio” a un altro presidente e a una vecchia volpe delle relazioni internazionali (Lavrov) che fa arrossire un Di Maio qualsiasi, tirando fuori la balla delle “origini ebree” di Hitler per giustificare l’idiozia della “denazificazione”. A cosa serve questa narrativa dell’assurdo se non a perpetuare il conflitto ucraino e a rischiare al contempo di aprire quello globale?

Hanno ucciso la diplomazia

Con buona pace di pacifisti e guerrafondai, entrambi ventriloqui all’arrembaggio nel circo Barnum del vuoto a perdere, la verità è che Russia e Stati Uniti non intendono negoziare e rischiano di farci sprofondare in un dramma inimmaginabile fino a pochi mesi fa. Hanno ucciso la diplomazia e se ne vantano. E ora, fuor di stolta propaganda delle parti, la verità è che non sappiamo quando la Russia vorrà davvero fermarsi e procediamo a suon di congetture, puntando il 9 maggio perché simbolica data e nulla più. Non sappiamo neppure quando Washington deciderà che sarà il caso di tracciare una linea di demarcazione, fermandosi a sua volta. Non sappiamo, infine, cosa davvero i governi europei sono in grado di fare arrivati a questo punto, ovvero quale pistola fumante gli Stati Uniti hanno messo sul tavolo dell’invio di armi all’Ucraina. Perché “i più forti esercitano il loro potere e i più deboli vi si adattano”. Tucidide ci aveva avvertito più di 2mila anni fa, lezione dimenticata da un’Europa sull’orlo del precipizio.

Eugenio Palazzini

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3 Commenti

  1. “i più forti esercitano il loro potere e i più deboli vi si adattano”

    sono passati duemila anni,e quell’avvertimento è ancora valido….
    per coloro che giocano con le regole altrui.
    nel mondo di OGGI,basta un singolo killer ben motivato e i potenti crepano esattamente come
    gli altri…
    e di tutta la loro potenza non se ne fanno niente.

    la brutt’anima di TITO lo sapeva bene…
    infatti è opinione di parecchi che la stabilità della jugoslavia sotto la sua dittatura sia
    dovuta non alla potenza del suo esercito…bensì
    ai suoi killer nascosti o dormienti,che operavano sia in jugoslavia,
    che nei paesi esteri:
    evidentemente, NESSUNO si sentiva abbastanza al sicuro da sfidarlo….
    nemmeno in russia o in america,e questo ha garantito quarant’anni di pace alla jugoslavia,nonostante
    non piacesse nè all’america nè alla russia.

    è una lezione che MOLTI paesi senza atomica dovrebbero imparare….
    e gente come questi cagnoni che abbaiano forte dovrebbero tenere BEN PRESENTE:
    che se si incontrano quelli sbagliati,NON SEMPRE ci va di mezzo solo la gente normale,
    quando le cose si fanno scomode….

  2. Mai fidarsi della Volpe nella radura e dell’ebreo quando giura!

    https://telegra.ph/Lera-della-Regressione-e-Il-Boschetto-di-Satana-03-30

    «Non date cose sante ai cani, e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi». (Matteo. 7, 6)

    https://telegra.ph/Re-Ashura-Loka-il-Maiale-e-Coccodrillo-04-21

    «Avrete questa guerra perché non volete combattere per gli Ebrei!».

    https://telegra.ph/L-Europa-dei-Cadaveri-04-27

    By Manlio Amelio in Exquisite-Cadavre avec Louis-Ferdinand Celine et tous les Sudetes d’Europa… Ah ah… ha ah ah…

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