Hong Kong, violenti scontri: la polizia spara a un manifestante (Video)

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Roma, 1 ott – Mentre a Pechino, in piazza Tienanmen, andava in scena la più grande parata militare mai organizzata in Cina in occasione del 70esimo anniversario della nascita della Repubblica popolare, a Hong Kong è scoppiata l’ennesima rivolta. Violenti scontri sono andati in scena tra manifestanti e polizia nell’ex avamposto britannico, con il governo che ha disposto “l’allerta rossa” e ha ordinato per motivi di sicurezza l’immediata evacuazione del complesso del Parlamento.

Un manifestante è stato centrato al torace da uno sparo di un poliziotto ed è in condizioni gravi. La scena è stata ripresa da alcuni civili presenti sul posto e il video si è rapidamente diffuso in rete. Si può notare un agente che da breve distanza, circa un metro, non esita a sparare ad altezza uomo colpendo un giovane manifestante. Le immagini mostrano inoltre i poliziotti in tenuta antisommossa scontrarsi con una dozzina di persone a volto coperto.

Gas lacrimogeni e liquidi corrosivi

Le forze dell’ordine hanno utilizzato gas lacrimogeni e spray urticanti anche per dividere i due gruppi principali di manifestanti: da una parte gli appartenenti alla Lega socialdemocratica, dall’altra gli attivisti pro-Cina intenti a intonare l’inno nazionale. Alcuni manifestanti hanno lanciato del liquido corrosivo, ferendo, a quanto si apprende dai media locali, diversi poliziotti e giornalisti.

“I rivoltosi hanno usato un fluido corrosivo nell’area di Tuen Mun, ferendo diversi agenti e giornalisti. La polizia condanna duramente gli atti violenti e chiede alla popolazione di fare attenzione alla propria sicurezza personale”, ha scritto la polizia su Facebook. Intanto, mentre l’Unione Europea chiede “moderazione, dialogo e de-escalation”, definendole “le uniche soluzioni possibili”, il presidente cinese Xi Jinping ha detto che Pechino “continuerà ad applicare in pieno il principio “un Paese due sistemi”, garantendo a Hong Kong “un alto livello di autonomia”. Parole apparentemente rassicuranti che non sembrano però sufficienti a fermare le incessanti proteste.

Eugenio Palazzini

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