Il Primato Nazionale mensile in edicola

Filadelfia, 7 gen – Il colosso svedese dell’arredamento Ikea ha accettato di pagare 46 milioni di dollari di risarcimento per la morte di un bimbo californiano di due anni. Il piccolo era rimasto ucciso schiacciato da una cassettiera Malm, non fissata al muro.

Altre famiglie hanno fatto causa

L’accordo tra i genitori del piccolo Jozef, morto nel maggio del 2017, è stato annunciato dall’avvocato di Joleen e Craig Dudek, i genitori del bimbo. Già nel 2016 Ikea aveva raggiunto un accordo di 50 milioni di dollari con altre tre famiglie di bambini uccisi sempre rimasti uccisi a causa di mobili caduti. I Dudek, invece, avevano chiamato in causa Ikea nel 2017 al tribunale statale della Pennsylvania. E’ proprio lì, infatti, che il colosso svedese ha il quartier generale nordamericano. Secondo la difesa del  produttore di mobili nessuno sapeva che la linea di cassettiere Malm era incline a ribaltamenti pericolosi per piccoli bambini (e non solo).

La morte del piccolo 

Una volta a conoscenza del pericolo rappresentato dalla cassettiera, Ikea aveva cercato di mettere una “pezza” al problema fornendo un kit di ancoraggio a muro gratuito ai suoi milioni di clienti prima di emettere un richiamo nel giugno 2016. Ma la famiglia di Jozef, originari di Buena Park, California, avevano acquistato la cassettiera nel 2008 e sostengono di non essere mai stati avvisati del richiamo da Ikea. Ed è proprio per questa ragione che il 24 maggio 2017, papà Dudek trovò suo figlio incastrato sotto i cassetti del mobile; il peso del mobile era di oltre 30 chili. Jozef è morto più tardi quel giorno. La causa di morte accertata è di asfissia causata dalla compressione meccanica del collo.

Ilaria Paoletti