New York, 29 giu – Joel Davis, candidato al Premio Nobel 2015, sostenitore della lotta alla pedofilia e capo di un’organizzazione contro gli abusi, è da martedì agli arresti, sospettato di aver tentato l’approccio sessuale con bambini di soli due anni. Secondo quanto riportato, Davis, 22 anni, avrebbe chiesto ad alcuni agenti dell’Fbi sotto copertura di essere rifornito di video pedopornografici e di essere messo in contatto con bambini in tenera età per incontri di tipo sessuale. Davis, che fu anche collaboratore di Hillary Clinton nella campagna presidenziale 2016, è alla presidenza della International Campaign To Stop Rape and Gender Violence la cui missione, si legge, «è di stare in prima linea nella lotta a stupri e molestie».

È incredibile come la Clinton, sempre in prima linea per i diritti delle donne, ami circondarsi di pervertiti, stupratori, e feccia di ogni genere: dal marito Bill all’intimo amico Harvey Weinstein, fino al migliore amico di Bill, Anthony Weiner, è tutto un susseguirsi di disgustosi personaggi con l’hobby della depravazione e della prevaricazione sessuale. In questa carrellata poteva forse mancare il pedofilo? «Davis, con i suoi comprovati tentativi di molestare minori, ha dimostrato il più alto grado di stomachevole ipocrisia, essendo egli a capo di un’organizzazione contro questo tipo di reato», ha dichiarato in una nota il vicedirettore dell’Fbi William F. Sweeney Jr. Non è certo inusuale, per i predatori di bambini, utilizzare posizioni di influenza per instillare fiducia nei minori, fiducia che consenta loro di avvicinare le vittime e di agire indisturbati.

Per svariate settimane prima dell’arresto, agenti sotto copertura hanno tenuto un fitto scambio di messaggi con il fermato. Gli investigatori hanno dichiarato che Davis avrebbe iniziato il carteggio inviando loro fotografie di infanti nudi, e si sarebbe spinto in seguito nell’invio di materiale contenente atti sessuali tra adulti e bambini in tenera età. Non pago di ciò, l’arrestato avrebbe descritto ai suoi interlocutori tutti gli osceni atti di perversione che stava pianificando di mettere in atto sui minori, chiedendo addirittura un incontro con i figli di 9 anni e 2 anni di uno degli agenti. Dopo l’arresto, Davis ha confessato alla polizia che le fotografie da lui inviate raffiguravano un ragazzino di 13 anni di cui egli aveva abusato in passato.

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. Un branco di pervertiti che vorrebbero rovinare la psiche di bambini e non solo. Con questa gente bisognerebbe fare come fanno gli islamici.

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