Washington, 1 mar – Hamza Bin Laden, figlio di Osama, potrebbe essere il nuovo leader dell’organizzazione terroristica internazionale più spietata e al contempo nebulosa. Sui presunti legami tra Al Qaeda e il governo americano è stato scritto di tutto, fiumi di parole che spesso sono sfociate nel complottismo per antonomasia. Certo è che adesso gli Stati Uniti hanno messo una taglia di un milione di dollari sull’erede del leader del terrore.

Secondo il dipartimento di Stato americano infatti, il figlio di Bin Laden “ha diffuso messaggi audio e video su Internet, esortando i seguaci a lanciare attacchi terroristici contro gli Stati Uniti e i suoi alleati occidentali”. Non solo, secondo gli Usa avrebbe poi “minacciato di vendicarsi per la morte del padre ucciso nel marzo 2011”.

Un “semplice” terrorista?

Hamza Bin Laden non sarebbe però un terrorista qualunque, bensì il nuovo capo dell’organizzazione guidata dal padre. Non si tratterebbe, secondo il governo di Washington, di una mera supposizione. Tra le carte rinvenute dai Navy Seals in Pakistan, nel bunker di Abbottabad dove si nascondeva Osama, vi sarebbero lettere in cui il già leader di Al Qaeda spiegava come crescere ed educare il figlio come successore alla guida del gruppo terroristico.

La cospicua taglia posta sulla testa di Hamza, testimonia però che gli Usa non sappiano esattamente dove trovare il figlio di Bin Laden, che oggi ha tra i 30 e i 33 anni ed è sposato con la figlia di Mohammed Atta, l’egiziano che guidò i dirottatori degli aerei che si sono schiantati contro il World Trade Center l’11 settembre 2001. Stando ai dati in mano all’intelligence americana, il figlio dello sceicco del terrore dovrebbe nascondersi o in Afghanistan o in Pakistan, nazioni che avevano già ospitato il padre.

“Crediamo che probabilmente sia sul confine tra Afghanistan e Pakistan e che sconfinerà in Iran – ha dichiarato l’assistente segretario per la sicurezza diplomatica degli Stati Uniti, Michael Evanoff – ma potrebbe essere dappertutto nell’Asia centro meridionale“. Come a dire: brancoliamo nel buio.

Oltre alla taglia e ad averlo inserito (due anni fa) nella lista nera dei terroristi globali, gli Usa hanno chiesto ai Paesi membri delle Nazioni Unite (in pratica a tutti) di congelare i beni di Hamza Bin Laden, di imporgli un divieto di viaggio e di vendita di armi. Nel frattempo, con straordinario tempismo, l’Arabia Saudita ha comunicato oggi di avergli revocato la cittadinanza. Di cui godeva fino all’annuncio della taglia messa dagli alleati americani.

Eugenio Palazzini

3 Commenti

  1. Finita e volutamente archiviata la questione isis,ora rispolverando sta storia di al Qaeda, ovviamente pronta a colpire Occidente ,peccato che gran parte delle vittime dei jihadisti siano MUSULMANI,ABUON INTENDITORE POCHE PAROLE

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