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barconi isisTobruk, 13 mag – Emergenza sbarchi e infiltrazioni terroristiche. In una Libia sempre più nel caos, quanto si sospetta da tempo comincia a prendere forma. E lo fa in modo inquietante, con la conferma che arriva direttamente da uno degli esecutivi che si fronteggiano (e combattono) nella nostra quarta sponda.

“Nelle prossime settimane arriveranno in Italia anche terroristi dell’Isis a bordo di barconi di migranti“. A lanciare l’allarme è Omar al Gawari, ministro dell’informazione del governo di Tobruk, quello di ispirazione più laica appoggiato e riconosciuto dalla comunità internazionale. Parlano dal Cairo, intervistato dall’Ansa, il ministro spiega: “L’Italia sperimenterà l’arrivo non solo di poveri emigranti dall’Africa ma anche di barconi che trasportano Daesh” – termine spregiativo con il quale gli avversari si riferiscono ai miliziani dell’Isis.

Malta e l’Italia -ha proseguito il ministro- saranno interessate da operazioni di attacco attraverso i porti che sono dominati da Fajr Libya”, la coalizione islamista che governa de facto su Tripoli e la Tripolitania, la zona ovest del paese, la più vicina alle nostre coste. “L’esercito e i responsabili libici hanno informazioni in proposito, per questo chiediamo alla comunità internazionale di indirizzare un messaggio ai golpisti di Tripoli di smetterla”, ha affermato sempre al Gawari, aggiungendo che “le Forze armate libiche devono essere ben equipaggiate per far fronte all’emigrazione clandestina: sia la Marina che protegge le coste, sia l’esercito che protegge le frontiere terrestri”.

Le dichiarazioni del ministro sono state accolte con “scetticismo” dai servizi segreti italiani, non avendo riscontri su possibili infiltrazioni. Lo stesso ministro dell’Interno Angelino Alfano, sebbene non possa negare la possibilità, ha detto che ad oggi “non c’è una prova” sulla presenza di terroristi a bordo dei barconi. Non è peraltro da escludere che quella dell’esecutivo libico sia il classico parlare a nuora perché suocera intenda, vale a dire una richiesta di maggiore aiuto e coinvolgimento della comunità internazionale perché prenda una posizione chiara rispetto all’attuale equidistanza rispetto ai due governi attualmente presenti in Libia.

Se per i servizi nostrani è solo propaganda, Matteo Salvini punta invece il dito contro Renzi e Alfano: “Fermate gli sbarchi subito se non volete essere corresponsabili e complici di eventuali attentati in Italia”, ha detto il leader della Lega.

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