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Berlino, 20 mag – Stando a un’indagine condotta dal quotidiano tedesco Die Welt, sembra che anche la Germania non se la passi benissimo per ciò che concerne la gestione dei flussi di extracomunitari giunti dall’Africa a partire dall’inizio della cosiddetta “emergenza migranti”.
Nel 2017, ad esempio, Berlino ha preso una decisione definitiva su 129.251 domande di asilo arrivate da cittadini africani: ben 86.913 di queste hanno avuto esito negativo. L’ufficio federale responsabile di valutare le richieste ha concluso che in tutti questi casi non ci fossero motivi validi per garantire l’asilo in termini assoluti (il richiedente non correva reali rischi di incolumità in patria) o relativi (la responsabilità della decisione era da addebitarsi a un altro Paese europeo).
Nonostante l’altissimo numero di dinieghi, però, i numeri raccontano che è stato possibile rimpatriare solo 3.270 persone distribuite in 55 Stati del continente africano, e altre 2mila circa all’interno dell’Unione Europea. Cioè di solito in Italia, che è il Paese di ingresso per la maggior parte dei clandestini e quindi, secondo gli accordi della Convenzione di Dublino, anche quello responsabile della gestione delle domande di asilo.
C’è da considerare in questo insieme anche coloro che, una volta riportati nel Paese Ue dove avevano effettuato il primo ingresso, riescono nuovamente a eludere le maglie del controllo e a tornare, decidendo di non tentare più la via della permanenza legale.
A questo proposito Die Welt porta l’esempio di un cittadino siriano, giunto sul suolo europeo all’inizio dell’emergenza, che presentò domanda come rifugiato appena arrivato in Italia. Abbandonato rapidamente il nostro Paese senza aver ottenuto risposta, riprese il viaggio alla volta di Berlino, dove inoltrò alle autorità la medesima richiesta. Una volta che quest’ultima venne rifiutata, per evidente ingerenza nella giurisdizione italiana, il siriano presentò ricorso contro il proprio trasferimento in Italia, e a seguito di un nuovo rigetto venne ricondotto nel Bel Paese nell’agosto del 2015. Tuttavia, nel corso dello stesso mese, sfuggito nuovamente alle autorità, si ripresentò in Germania per rimanerci illegalmente.
A conti fatti, il Paese guidato da Angela Merkel riesce a riportare in Africa solo un immigrato illegale su venticinque, con buona pace di chi affermare che il problema dell’immigrazione clandestina esista solo a causa della nostra mala gestione burocratica, e che una normativa sul “rigido modello tedesco” garantirebbe d’improvviso una soluzione a tutti i guai.
Alice Battaglia



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