Turchia RussiaMosca, 27 nov – Dopo l’abbattimento del caccia, la tensione fra Russia e Turchia è arrivata al livello di guardia. Putin ed Erdogan giocano a scacchi – legasi guerra (per ora) simulata – e l’ultima mossa russa è stata quella di arrestare cinquanta imprenditori turchi a Krasnodar, nella Russia meridionale.

A riportare la notizia è l’emittente Cnn Türk, secondo la quale gli imprenditori turchi sarebbero stati fermati mercoledì scorso con l’accusa di aver mentito sul motivo del loro ingresso in Russia. Gli stessi infatti avrebbero dichiarato, al momento di entrare nel paese, di essere lì per turismo, mentre erano diretti ad una fiera agricola. Ieri sarebbero comparsi davanti al giudice, che li avrebbe condannati a dieci giorni di detenzione e al pagamento di una multa di 4 mila rubli (poco meno di 60 euro).

Scaramucce fra Stati che si guardano torvo, ma che si sommano alle forti dichiarazioni degli ultimi giorni e all’invito, fatto da Putin ai propri connazionali, di lasciare al più presto la Turchia. La Russia ha iniziato a muoversi anche sul piano economico, ponendo le basi di un embargo informale contro i prodotti di Ankara (si veda quanto dichiarato dal Ministero dell’agricoltura russo, il quale ha anticipato il rafforzamento dei controlli sulle importazioni di alimenti dalla Turchia).

Le manovre difensive russe vengono giustificate, dal governo di Putin, sulla base del “rischio terrorismo” che graverebbe sulla Turchia e che sarebbe comprovato dall’abbattimento del caccia Sukoi-24 impegnato nelle operazioni in Siria. Putin ha ben chiari i fronti in campo: da un lato il terrorismo, dall’altro chi il terrorismo combatte. E la Turchia, secondo Mosca, ha scelto il primo fronte.

Ettore Maltempo

Vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità del Primato Nazionale?
Iscriviti alla nostra newsletter.

Anche noi odiamo lo spam.
Ti potrai disiscrivere in qualsiasi momento.

Commenti

commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here