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Copenaghen, 13 mag – In Italia, scuola “rimandata” a settembre. Tutto chiuso fino all’inizio del nuovo anno e i genitori sono – comprensibilmente – infuriati col ministro Azzolina e i suoi messaggi contraddittori. In altri Paesi, come la Danimarca, la riapertura delle scuole è vista come una delle priorità: per questo si lavora o per meglio dire si sperimentano luoghi “alternativi” alle aule che permettano la corretta applicazione delle norme sul distanziamento sociale.

A Copenhagen si va a scuola allo stadio

Difficile, infatti, chiedere ai bambini (alcuni molto piccoli) di tenere la mascherina o di osservare la distanza di sicurezza. Perché? Perché sono bambini. Rivolgersi a spazi più ampi sembra essere quindi l’unica soluzione: e in Danimarca si lavora a recuperare ogni tipo di spazio aperto che possa andare per lo scopo. A Copenhagen sono state fatte lezioni allo zoo, al museo nazionale e al Parco Tivoli. E da ieri i piccoli studenti studiano tribune dello stadio della città, che di solito ospita l’F.C. Copenaghen ma che ora è vuoto a causa dell’interruzione del campionato. I piccoli, tra i 4 e 5 anni sono stati portati al Telia Parken, e sembrano essersi molto divertiti: alcuni, addirittura, si sono messi  i colori sociali dell’F.C. Copenaghen. Nei prossimi due mesi lo stadio accoglierà 200 bambini. La città di Copenaghen ha messo in piedi, di concerto con istituzioni culturali, società e strutture immobiliari, una serie di soluzioni alternative al problema del distanziamento scolastico. Attualmente sono 3.300 bambini che sono tornati a fare lezione, e aumenteranno nei prossimi giorni.

Ilaria Paoletti

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