Roma, 1 dic — E’ stata la Miss Kentucky Elle Smith ad aggiudicarsi lo scettro di Miss Usa nella finale più «inclusiva» e woke del concorso di bellezza più famoso al mondo. Smith, 23 anni e una carriera appena avviata come giornalista, è riuscita infatti a sbaragliare la temutissima concorrenza politicamente corretta, battendo il trans Kataluna Enriquez e l’ex ufficiale dell’aeronautica Veronica Iris Bates, affetta da sindrome da stress post traumatico.

Miss Usa è una giornalista del Kentucky

Smith, che sognava di competere in concorsi di bellezza da quando aveva 15 anni, ha vinto la corona di Miss Usa nel corso della finale di Tulsa, in Oklahoma, tenutasi lunedì sera, battendo altre 50 concorrenti. La nuova reginetta, che si è laureata all’Università del Kentucky, rappresenterà ora gli Stati Uniti nel concorso di Miss Universo che si terrà in Israele a dicembre.

La vittoria arriva dopo anni di attesa per Smith, il cui percorso nel mondo dei concorsi di bellezza appare alquanto sui generis rispetto a quello intrapreso dalle colleghe: invece di buttarsi a capofitto fin da giovanissima nel patinato mondo delle passerelle, la neo Miss Usa ha atteso di laurearsi in giornalismo televisivo e guadagnarsi una posizione lavorativa solida — il suo «lavoro da grande», come lo chiama lei — per poi concedersi un’avventura nel frivolo ed effimero mondo della bellezza. La Smith lavora infatti come giornalista per la stazione WHAS11 di Louisville. Ai concorsi «ci penso da quando avevo 15 anni, quando una ragazza del mio liceo ha vinto il titolo adolescenti», ha dichiarato. «Era intelligente, era bella, aveva mille interessi», spiega. «Volevo essere come lei. Ma ho aspettato fino a quando non ho trovato un lavoro».

La normalità batte l’armata del politicamente corretto

Rimane quindi a bocca asciutta il grande favorito, il trans Kataluna Enriquez che rappresentava lo stato del Nevada come prima «donna» apertamente trans a competere per Miss Usa. A nulla sono serviti i piagnistei sulla transfobia: complice la bellezza decisamente poco naturale — e forse anche quel cromosoma Y che tutte le operazioni del mondo non potranno cancellare o cambiare — Enriquez non ha raggiunto nemmeno la top 16.

Smith ha battuto anche Miss Maine e la sua toccante storia: arruolatasi nell’aeronautica degli Stati Uniti dopo essersi diplomata al liceo, Bates ha lavorato come membro delle forze di sicurezza. Dopo aver trascorso un anno di stanza in Corea del Sud, a Bates è stato diagnosticato un disturbo da stress post-traumatico (Ptsd) e ora si occupa di altri veterani affetti dallo stesso disturbo.

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. I tempi non sono maturi.
    Carissimi Kataluna Enriquez e Veronica Iris Bates, sappiate aspettare, con pazienza.
    Prima o poi avrete i vostri riconoscimenti.
    Nel frattempo una gita premio in Corea del Nord non ve la toglie nessuno .

  2. Bene, esulti perché un trans politicamente corretto é stata battuta da una meticcia altrettanto se non di più politicamente corretta?
    Non c’è niente da esultare, il meticciato fa più schifo dei paladini LGBT.

  3. Bene, esulti perché una trans politicamente corretta é stata battuta da una meticcia altrettanto se non di più politicamente corretta?
    Non c’è niente da esultare, il meticciato fa più schifo dei paladini LGBT.

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