Roma, 15 apr – Sembrava soltanto gravemente danneggiato, invece l’incrociatore missilistico russo Moskva alla fine è affondato. La nave ammiraglia, lentamente distrutta dalle fiamme, non c’è più, si è inabissata nel Mar Nero. E’ quanto ammesso dal ministero della Difesa russo, secondo cui l’affondamento della nave è il risultato dell’esplosione di munizioni a bordo. Il pesante danno provocato dalla deflagrazione ha fatto “perdere l’equilibrio” all’incrociatore mentre veniva rimorchiato nel porto più vicino, dunque a Sebastopoli in Crimea, fa sapere Mosca.

La Russia ammette: “L’incrociatore russo Moskva è affondato”

“Dato il mare agitato, la nave ha perso stabilità ed è affondata”, riporta l’agenzia russa Tass citando il ministero della Difesa. Sulle cause però permangono due versioni, quella di Kiev e quella di Mosca. Il portavoce militare di Odessa, Sergey Bratchuk, sostiene che la nave russa sia stata colpita da missili da crociera Neptune nazionali. Quindi colpita e affondata dagli ucraini.

Mentre gli Stati Uniti sostengono di non essere in grado di verificare le due versioni contrapposte. John Kirby, portavoce del Pentagono, si limita a sottolineare che l’affondamento della Moskva ha assestato un “grande colpo” alla flotta russa del Mar Nero. Di certo non rappresenta un successo e la dice lunga sulle difficoltà di Mosca anche nelle acque di fronte alla costa ucraina, peraltro disseminata appositamente di mine per scongiurare un attacco via mare ad Odessa.

Biden vuole andare a Kiev

Intanto Joe Biden si dice pronto a recarsi a Kiev. In seguito alla notizia che gli Stati Uniti starebbero per inviare un funzionario nella capitale ucraina, il presidente americano ha risposto così alla stampa: “Stiamo prendendo una decisione ora. Grazie”. E alla domanda “chi intendete mandare? Lei è pronto a partire?”, Biden ha replicato: “Sì”.

Da capire ovviamente quando, perché la priorità dichiarata del Dipartimento di Stato Usa è quella di ripristinare la presenza diplomatica in Ucraina “non appena sarà sicuro e pratico avere diplomatici americani sul posto”, dice il portavoce del Dipartimento di Stato Ned Price. “Valutiamo e rivalutiamo costantemente la situazione dal punto di vista della sicurezza”, specifica Price. Ma al momento Washington non ha viaggi da annunciare, neppure quello del segretario di Stato Antony Blinken, fa presente il portavoce del Dipartimento di Stato.

Eugenio Palazzini

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