Berlino, 10 ago – Era già successo lo scorso febbraio, alimentando varie polemiche. Lo scenario era la partita della seconda divisione tedesca tra St. Pauli e Dynamo Dresden. Il tutto a ridosso della data del 13 febbraio, cioè l’anniversario del bombardamento tragico (e militarmente inutile) della “Firenze sull’Elba”. E così i tifosi della squadra di casa srotolarono questo striscione contro i propri avversari: “Già i vostri nonni sono bruciati per Dresda – Contro il mito tedesco delle vittime”. Un atto effettivamente vergognoso che, come c’era da aspettarsi, ha suscitato l’indignazione generale. Il club in persona – pur rimarcando ostinatamente la sua ideologia di sinistra – fu costretto a prendere le distanze dal contenuto offensivo dello striscione e a chiedere scusa.

Ora la storia potrebbe essersi ripetuta. Lunedì scorso, infatti, St. Pauli e Dynamo Dresden si sono ritrovate avversarie in campo ad Amburgo. E anche in questo caso i tifosi potrebbero aver esposto questo striscione: “13/02: festeggiamo i 72 anni della pianificazione del paesaggio ad opera degli Alleati”. Anche stavolta, dunque, i tifosi talebanizzati del St. Pauli avrebbero insultato le vittime della tempesta di fuoco che, nel 1945, rase al suolo la città di Dresda. Finora non ci sono conferme sicure dell’accaduto, ma molti indizi fanno effettivamente propendere per questa ipotesi. E, comunque, una foto dello striscione che sarebbe apparso in curva sta già facendo il giro della rete.

Ma chi sono i tifosi del St. Pauli? Ebbene, questa società polisportiva è stata fondata nel 1910 nell’omonimo quartiere di Amburgo. I suoi sostenitori sono storicamente convinti antifascisti, un po’ come quelli del Livorno in Italia. Si sono distinti, tra le altre cose, per essersi uniti nel 2013 alle proteste di alcuni presunti profughi nella città anseatica (Lampedusa in Hamburg), per organizzare tornei “antirazzisti” di calcio amatoriale (Antira-Turnier) e per aver aderito alle varie manifestazioni “refugees welcome”. Antirazzisti sempre e comunque, quindi, a parte quando si tratta di razzismo contro il proprio popolo.

Giulio Prettenthaler

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2 Commenti

  1. i ”rossi & C” dovrebbero essere trattati come ”malati mentali”..antidepressivi, calmanti, docce fredde..sopratutto docce fredde…

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