Roma, 10 ago – Strage di civili, in Centrafrica. Nel villaggio di Gambo, 75 km dalla città di Bangassou, da tre anni sotto il controllo dei ribelli Seleka (estremisti islamici addestrati in Ciad che dal 2013 combattono nel Centrafrica), un gruppo di miliziani islamisti ha ucciso, sgozzandole, 50 persone. Tra le vittime anche sei volontari della Croce rossa.

Si sarebbe trattato della vendetta per un’incursione di combattenti non musulmani nel loro territorio. Nella zona, infatti, è da tempo in corso un conflitto che vede protagoniste diverse milizie, facenti riferimento a varie confessioni. La scorsa settimana, i militanti di alcuni gruppi di autodifesa del territorio, non musulmani, hanno fatto irruzione nel villaggio, scatenando la reazione del contingente Onu, che però ha ucciso anche molti civili. I gruppi di autodifesa sono riusciti a cacciare i Selekam almeno momentaneamente. Sono loro però che alla fine hanno avuto la meglio.

Il massacro dei 50 civili è stato una vendetta contro i miliziani dell’autodifesa, un’operazione che ha colpito i più deboli. Gli islamisti hanno fatto irruzione nell’ospedale della Croce rossa, dove hanno assassinato i feriti e i parenti dei malati, in gran parte civili cristiani.

Roberto Derta

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