Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 18 giu – Si svolgerà oggi 18 giugno 2021 la tredicesima elezione presidenziale dell’Iran. Sarà il popolo a scegliere direttamente l’ottavo presidente della sua nazione, contemporaneamente si svolgeranno anche la sesta elezione dei consigli islamici delle città e dei villaggi e le elezioni parlamentari di medio termine. Nell’ordinamento iraniano grande importanza è data alla partecipazione del popolo alla vita politica, di cui una delle espressioni è il voto. Per questo la guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Khamenei, ha ribadito nel suo discorso di mercoledì l’importanza delle elezioni. L’attuale presidente Ruhani non ha potuto ricandidarsi, infatti, in base alla legge iraniana, il presidente rimane in carica per quattro anni e per un massimo di due mandati consecutivi.



Iran al voto, i candidati 

Dopo il ritiro della candidatura avvenuta mercoledì da parte del candidato riformista Mohsen Mehr Alizadeh, ex-governatore di Isfahan, e il ritiro di Said Jalili e Alireza Zakani a favore dell’ayatollah Raisi, ora i candidati tra cui gli iraniani potranno scegliere sono quattro: il riformista Abdolnaser Hemmati, ex-governatore della Banca Centrale, Amir-Hossein Ghazizadeh, Mohsen Rezai e l’attuale capo della magistratura iraniana l’ayatollah Ebrahim Raisi, quest’ultimo favorito in base agli ultimi sondaggi.

Chi è il favorito Raisi

L’ayatollah Raisi è stato procuratore di Teheran dal 1989 al 1994, capo dell’Agenzia nazionale di ispezione dal 1994 al 2004, primo vice della magistratura dal 2004 al 2014 e capo della magistratura da marzo 2019. Il suo impegno è stato prima di tutto quello di sradicare la corruzione. Si è presentato come candidato indipendente poiché nella sua visione il popolo iraniano è stanco delle false dicotomie e vuole che i problemi, soprattutto quelli economici, siano risolti. Qualora l’ayatollah Raisi fosse eletto presidente, considerata la sua visione geopolitica di un Iran indipendente, favorirà certamente i partner commerciali molto attivi in passato al fine di riallacciare i legami economici, tra cui l’Italia.

Legami economici con l’Iran, un’opportunità per l’Italia

Tuttavia ciò dipenderà dalla lealtà del governo italiano nei confronti degli interessi nazionali italiani e da una visione realistica delle nuove condizioni del mondo. Sia l’Iran che l’Italia sono stati sottoposti a forti pressioni e il loro potenziale economico si è accumulato. Se veramente lo vogliono, possono prepararsi ad accogliere una “primavera di prosperità economica” e rafforzare la loro collaborazione, anche perché l’Iran è rimasto deluso dagli altri Paesi occidentali ed europei per quanto concerne l’accordo nucleare. E ciò in realtà non vale solo per l’Iran ma anche per gli altri alleati dell’Iran nella regione che guardano con diffidenza agli Stati Uniti e a quei Paesi europei che hanno sfacciatamente sostenuto la destabilizzazione nei loro Paesi.

Il declino degli Stati Uniti e dei suoi alleati, che considerano l’Italia un paese di seconda classe e poco influente in Europa, è un altro motivo che dovrebbe portare l’Italia – a patto che decida di riappropriarsi della sua sovranità, della sua identità storica e della sua gloria nazionale – a cercare partner commerciali diversi. La stessa via intrapresa da Russia e Cina nell’interazione basata sul rispetto reciproco con l’Iran. Le economie giovani e fiorenti del mondo, con cui l’Iran ha firmato un documento di partenariato strategico da 400 miliardi di dollari, sanno come sarà modellato il futuro economico del mondo, questo è uno dei motivi per cui anche la Russia è entrata in linea con le politiche regionali dell’Iran.

Hanieh Tarkian



La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

Commenta