Isis Palmira
Condannati legati alle colonne di Palmira e fatti esplodere: la nuova frontiera del terrore targato Isis

Damasco, 27 ott – Mentre i raid russi e l’avanzata dell’esercito siriano, insieme agli alleati Iran ed Hezbollah, sta registrando più di qualche progresso, non sembra attenuarsi invece la furia dell’Isis.

Nuovo orrore a Palmira

Secondo quanto riportano fonti civili dalla Siria, i fondamentalisti del sedicente Stato Islamico avrebbero messo a morte tre prigionieri legandoli alle colonne del sito archeologico di Palmira e facendoli poi esplodere. Non più solo fucilazioni – in cui è capitato di vedere bambini nelle vesti di boia – decapitazioni o crocifissioni, la crudeltà dell’Isis si sta facendo sempre più sofisticata. In principio fu proprio il custode delle rovine di Palmira, Khaled Asaad, decapitato e appeso ad una delle colonne nel centro della città. Più di recente, l’Isis ha anche eseguito condanne a morte stritolando i propri “detenuti” sotto i cingoli di un carro armato.

La condanna dell’Unesco

“Gli estremisti sono terrorizzati dalla storia e dalla cultura, perché la conoscenza del passato toglie credibilità e delegittima tutti i pretesti usati per i loro crimini”, ha affermato il direttore generale dell’Unesco, Irina Bokova. L’Isis, a Palmira, prima di questa brutale pena di morte (che colpisce in una sola volta sia gli uomini siriani sia il patrimonio archeologico della nazione) ha, dalla conquista ad oggi, portato solo devastazione: ad agosto furono distrutti i templi di Bel e Baalshamin, mentre ad inizio di questo mese fu fatto saltare in aria il monumentale arco di trionfo.

Roberto Derta

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