Roma, 7 ago – Si acuisce la tensione a Gaza, in un’escalation notturna che ha portato già 5 morti e numerosi feriti, che sono stati segnalati nel nord della Striscia nei pressi del campo profughi di Jabalya. L’attacco israeliano – riportano i media palestinesi che citano il ministero della sanità locale – avrebbe causato la morte anche di bambini. L’esercito israeliano nega ogni responsabilità, imputando l’esplosione al lancio di un razzo difettoso da parte palestinese.

Alta tensione a Gaza

Nella stessa notte venti membri del gruppo palestinese della Jihad islamica sono stati arrestati dalle forze di sicurezza israeliane nella Cisgiordania occupata (territorio palestinese occupato dallo Stato ebraico dal 1967): lo ha annunciato l’esercito israeliano, al terzo giorno dell’operazione militare sulla Striscia di Gaza. Nei raid “circa 20 sospetti appartenenti all’organizzazione terroristica Jihad islamica sono stati arrestati”. In un comunicato l’organizzazione ha avvertito Israele che “reagirà duramente” alla uccisione del suo comandante militare nel sud della Striscia, Khaled Mansour, avvenuta ieri. Nel corso della nottata la Jihad islamica ha sparato un solo razzo, ma di prima mattina ha indirizzato il fuoco verso Gerusalemme e verso la città israeliana di Sderot, a ridosso della Striscia. “Si è trattato di una prima reazione”, ha affermato l’ala militare della Jihad islamica.

Gerusalemme nel mirino

Sirene di allarme sono risuonate stamane alla periferia di Gerusalemme. Secondo la televisione pubblica israeliana Kan i sistemi di difesa Iron Dome hanno intercettato due razzi sparati da Gaza. Non si ha notizia di vittime. L’esercito israeliano ha continuato a colpire Gaza durante la notte in risposta al lancio di razzi, mentre si teme l’acuirsi delle tensioni a Gerusalemme in occasione delle celebrazioni per il Tisha B’Av, una festività ebraica. Lo riferisce il Times of Israel, precisando che i luoghi dei riti sono presidiati da massicci schieramenti di polizia. Numerosi pellegrini già attendono di poter accedere alla Spianata delle Moschee, dove è stato vietato l’accesso agli uomini al di sotto di una certa età. La Jihad palestinese ha intanto confermato, mentre l’operazione ‘Breaking Dawn’ entra nel suo terzo giorno, la morte dell’alto comandante Khaled Mansour si aggiunge a quella di Tayseer Jabari, avvenuta due giorni fa durante i raid israeliani. Ucciso – secondo la stessa fonte – il comandante dell’unità missilistica delle Brigate Al-Quds, Raafat al-Zamili, ‘martirizzato’ negli attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza. I media palestinesi – riporta sempre il sito del Times of Israel – riferiscono poi di 7 feriti negli attacchi israeliani vicino a Rafah, dove sarebbe stato colpito un edificio residenziale. L’esercito israeliano, in un tweet in lingua inglese, afferma di aver preso di mira presunti tunnel terroristici utilizzati dalla Jihad islamica.

Breaking dawn

Aumenta a 32 – inclusi sei bambini – il bilancio dei palestinesi morti da venerdì scorso a causa degli attacchi israeliani nell’operazione: lo ha reso noto oggi il Ministero della Sanità nell’enclave palestinese aggiungendo che i feriti sono 215. Ancora non sembra interessare nessuno.

Sergio Filacchioni

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4 Commenti

  1. Vogliamo una pace giusta e duratura.
    In Ucraina.
    E in Palestina?
    In Palestina, per adesso, abbiamo una guerra giusta e duratura

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