Se c’è una cosa che l’innovazione digitale non ha cambiato, ma anzi rafforzato, è l’importanza che l’immagine del proprio brand aziendale ha per ottenere risultati duraturi nel proprio campo d’attività. La percezione di un brand forte e facilmente riconoscibile da parte dei clienti, consente non solo di distinguersi dagli altri ma anche far sì che la propria immagine sia ricordata nel tempo.

Tra le tante accortezze che una buona pratica di comunicazione prevede, spesso è trascurata l’importanza che può avere il proprio logo e il modo in cui esso è impresso nelle comunicazioni della propria azienda. Per questo, non solo tra i professionisti come avvocati, commercialisti o notai ma anche nelle imprese riscuotono ancora un grande successo i timbri a secco, che permettono di imprimere il proprio logo o sigla nei propri documenti o comunicazioni.

Caratteristica di questo tipo di timbri a secco, è quello di imprimere la stampa del proprio logo o sigla in rilievo sui documenti, permettendone così una personalizzazione elegante che sarà sicuramente notata dai clienti e rafforzerà il proprio brand.

Il timbro, una lunga tradizione che la stampa digitale non ha piegato

I timbri a secco sono presenti da moltissimo tempo precedente alla stampa digitale, e nonostante questo, essi sono ancora richiestissimi dal mercato. Basta pensare alla lunghissima storia dell’azienda Royal Posthumus, attiva nel settore addirittura dal 1865.

Il 1 giugno 1865, infatti, il fondatore Jan Daniël Posthumus aprì il suo primo laboratorio specializzato nella fabbricazione di timbri ad Amsterdam. Dal 1920 poi, l’azienda divenne “reale” grazie allo status conferito dalla corona danese, denominazione poi mantenuta anche nel dopoguerra.

Il fatto che nel 2022 questa azienda di lunghissima tradizione sia ancora attiva nel medesimo settore, è dimostrazione di come la qualità e l’unicità di questo tipo di timbratura non sia stata soppiantata dall’avvento della stampa digitale.

Altri tipi di timbri oltre quelli a secco

La categoria di timbri che possono personalizzare e rafforzare l’immagine di un’azienda non si esaurisce tuttavia con i timbri a secco.  Tra questi si può citare il timbro a caldo, che non viene usato per documenti ma per pelle, cuoio, plastica, legno (come ad esempio il sughero). Ad esempio un’azienda di vini può incidere in questo modo il proprio logo o sigla sulle proprie bottiglie.

Questo tipo di timbri è ideale anche per la personalizzazione di gadget in pelle o cuoio come portachiavi, borse, portafogli, ma anche per oggetti in plastica di largo consumo. Si possono inoltre citare gli elegantissimi timbri in ceralacca, i timbri in metallo, i timbri a percussione, i timbri per incidere una data.

Si tratta in tutti i casi di timbri che pur provenendo dal passato hanno saputo mantenersi in sella anche nel XXI secolo, e anzi, il loro utilizzo negli anni 20 del 2000 darà una forte impressione di attenzione alla qualità da parte della vostra azienda o brand.

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