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New York, 14 dic – – In principio vi fu l’ammissione della categoria “plus size” o “curvy” ai concorsi di bellezza. Poi vennero ammesse le trans. In seguito, sulla scia della “rivoluzione” #metoo, Miss America ha bandito la prova costume dal concorso. Ora, per la prima volta nei suoi 67 anni di storia, Miss Universo avrà una giuria formata da sole donne. Secondo Abc News, sarà composta da imprenditrici, donne d’affari ed esperte del settore.
Paula M. Shugart, presidente della Miss Universe Organization, ha dichiarato che “ogni membro della commissione di giuria è una donna forte e indipendente la cui missione è impegnarsi a migliorare le opportunità di ogni ragazza eletta, personalmente e professionalmente, e sono modelli e fonte di ispirazione per tutte le giovanni donne destinate ad essere i nostri leader di domani.”
Per gli uomini, quindi, vietatissimo giudicare la bellezza di un’altra donna, e soprattutto vietato essere “fonte di ispirazione”. Il “don’t tell me what to do” (non dirmi che cosa devo fare) di femminista memoria va applicato solo al genere maschile, mentre è del tutto accettabile farsi giudicare e comandare a bacchetta da una giuria di virago in carriera, assetate di potere e con la sindrome dell’ape regina. Ma poi, queste giurate, con quali parametri estetici valuteranno le malcapitate aspiranti Miss? È arcinoto che il giudizio estetico femminile verso altre donne sia tarato sulle insicurezze personali e si limiti al circoscrivere difetti insignificanti con i quali “smontare” la potenziale “rivale” (o percepita come tale). Per cui, per quanto ci riguarda, ci aspettiamo che un’autentica Venere venga scartata perché ha il dito mignolo storto o la messa in piega che pende troppo da un lato…
Cristina Gauri

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