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Roma, 23 dic – Italiani bloccati nel Regno Unito a causa della variante inglese del coronavirus, Di Maio firma l’ordinanza per il rientro. Ieri l’accordo raggiunto alla Farnesina con il ministero dei Trasporti e il ministero della Salute. E oggi, a quanto si apprende, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio avrebbe firmato l’ordinanza che prevede la possibilità di rientrare nel nostro Paese agli italiani che si trovano in Gran Bretagna. Ma il rientro è permesso soltanto ai cittadini che sono residenti in Italia o per condizioni di urgenza e criticità. L’ordinanza prevede il tampone prima della partenza e all’arrivo, e la quarantena obbligatoria di 14 giorni una volta rientrati nel nostro Paese. Adesso si attendono le firme del ministro Speranza e della ministra De Micheli.

Italiani bloccati nel Regno Unito, la rabbia sui social

Sono centinaia i nostri connazionali bloccati in Gran Bretagna dopo che il governo giallofucsia ha interrotto i voli da a per il Regno Unito per via della scoperta della variante del coronavirus. Mutazione ritenuta da alcuni esperti più contagiosa (ma non più aggressiva). In tantissimi dunque sono in difficoltà e attendono con ansia di poter rientrare in Italia, mentre monta la protesta sui social. “Ci sentiamo abbandonati”, si legge sulla pagina Facebook “Azione collettiva degli italiani bloccati in Gran Bretagna“.

Riaperto al traffico il porto di Dover

Intanto, il porto britannico di Dover è stato riaperto al traffico in uscita in seguito all’accordo raggiunto tra Regno Unito e Francia che mette fine al divieto temporaneo imposto a causa della nuova variante del coronavirus. In un comunicato, il principale hub britannico ha scritto che avrebbe riaperto dalla mezzanotte, anche se non è ancora chiaro quando le centinaia di camion e tir in attesa potranno cominciare a muoversi. La nota spiega inoltre che il porto sarà accessibile solo “per i clienti che sono risultati negativi al test Covid”.

I Paesi che hanno interrotto i collegamenti con il Regno Unito

Oltre alla Francia, anche Belgio e Olanda riaprono parzialmente i loro confini con il Regno Unito per consentire il rientro dei connazionali e sbloccare il traffico delle merci attraverso la Manica. La Germania invece, come l’Italia, ha esteso fino al 6 gennaio la chiusura delle frontiere sia con la Gran Bretagna che con il Sudafrica, i due Paesi dove si sono sviluppati focolai del nuovo ceppo di coronavirus. La Spagna ha sospeso i voli in arrivo fino al 5 gennaio e l’Irlanda fino al 31 dicembre.

Adolfo Spezzaferro

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