Parigi, 10 gen – Il segretario di Stato presso il ministero degli Esteri francese, Jean-Baptiste Lemoyne, non ha affatto gradito l’attestato di stima di Di Maio nei confronti dei gilet gialli. E passa quindi all’insulto: «Se fossimo stati su un campo da calcio, può essere che un Zinedine Zidane avrebbe risolto le cose con una bella testata». Come spiega il politico dei Républicains, infatti, «è importante rispettare gli amici, i vicini, membri della famiglia europea, ci vuole un minimo di modus vivendi (savoir-vivre)».

Di qui l’affondo: «Il signor Salvini ha come slogan “prima gli italiani”. Allora io rispondo “occupatevi prima degli italiani”, i francesi non hanno bisogno dei vostri consigli». E dopo Salvini, Lemoyne attacca anche Di Maio: «Ovviamente non è indice di buona politica l’ingerenza nella vita politica di un Paese vicino. Noi, infatti, non commentiamo lo stato pietoso in cui versano alcune città amministrate dal Movimento Cinque Stelle». Del resto, spiega il segretario di Stato, «Luigi Di Maio e Matteo Salvini si trovano in una sorta di campagna elettorale permanente, fatta di colpi bassi dell’uno verso l’altro», sicché dovrebbero lasciar stare la Francia e i francesi per occuparsi unicamente delle loro beghe interne.

La testata di Zidane a Materazzi, come quasi tutti sanno, ha avuto luogo il 9 luglio 2006 durante la finale dei Mondiali in Germania, vinta poi dagli Azzurri ai calci di rigore. Il fantasista franco-algerino venne quindi espulso, mentre il difensore italiano realizzerà uno dei tiri dagli undici metri che avrebbero consegnato alla sua Nazionale la Coppa del Mondo. Da allora la testata (coup de boule) è entrata nell’immaginario collettivo di francesi e italiani, tanto da essere scolpita dall’algerino Adel Abdessemed, che ne fece una statua di bronzo alta ben 5 metri, esposta – tra molte polemiche – davanti al Centre Pompidou, il museo di arte moderna e contemporanea di Parigi. Non pochi francesi, ad ogni modo, hanno trasformato il gesto di Zidane in un simbolo anti-italiano. E il segretario di Stato Lemoyne ci offre ora un esempio della sua applicazione.

Elena Sempione

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2 Commenti

  1. Lasciamoli ridere, loro si divertono così: con le vignette di Charlie Hebdo e la testata dell’algerino Zidane. Chissà, forse serve a dimenticare l’imminenza della guerra civile che dilanierà il paese a partire dalle banlieues… Le condizioni di assoluto degrado di città intere del Midi, come Nimês o Tarascona (al confronto delle quali la peggiore amministrazione 5S sembrerebbe un modello insuperabile)… L’ indegna figura che il presidente da loro eletto sta facendo di fronte al mondo… La pauperizzazione di interi settori della Francia profonda, ormai ridotti in condizioni di vita peggiori di quelle degli immigrati… L’ assoluto asservimento ai diktat tedeschi della loro politica estera…
    Buona fortuna, cugini. Vi vogliamo bene, ma a pensare che solo due secoli fa la Francia rappresentava il centro del mondo vien da dire che vi siete ridotti proprio male!

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