unescoRoma, 9 nov – L’Unesco (Organizzazione della Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) ha respinto la richiesta di adesione all’organizzazione del Kosovo. Era necessario il parere positivo di due terzi dell’assemblea (fissato a 94 voti) ma sono arrivati solo 92 pareri positivi mentre sono stati 50 i pareri negativi e 29 gli astenuti.

La richiesta di ammissione del Kosovo era stata presentata ufficialmente dall’Albania (che da sempre tiene strettissimi rapporti con la repubblica indipendente dal 2008) ed era stata accolta dal consiglio esecutivo dell’Unesco il 21 ottobre 2015.

Grande gioia da parte della Serbia che parla di una vittoria “giusta e morale”.

Soddisfazioni anche da parte della Russia che già si era espressa contrariamente tramite Sergey Lavrov, ministro per gli Affari esteri.
“Con tutte le difficoltà della vita internazionale, è importante evitare di politicizzare le attività dell’UNESCO come stiamo vedendo in relazione ai tentativi di concedere al Kosovo l’adesione all’Unesco, in violazione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”.

Dal profilo ufficiale degli Stati Uniti arriva invece un messaggio di “profondo disappunto sulla decisione di oggi” e si rivendica il supporto alla richiesta di adesione del Kosovo.

Ma perchè quello che sembra un “semplice no” di un’associazione sembra avere risvolti geopolitici?

Quello che potrebbe sembrare un cavillo burocratico è invece un incidente di non poco conto nell’ottica entrista che il primo ministro Isa Mustafa sta perseguendo.

Uno dei maggiori problemi in ambito internazionale della repubblica kosovara è appunto il riconoscimento ufficiale e l’apertura di rapporti diplomatici internazionali che a 7 anni di distanza dalla dichiarazione unilaterale di indipendenza sono piuttosto scarsi.

Se è vero che è la dichiarazione è riconosciuta dall’86% degli stati membri della NATO la percentuale si abbassa all’82% degli stati dell’Unione Europa e a meno del 56% dei membri dell’ONU.

L’esecutivo kosovaro è infatti consapevole che il numero di stati che riconosce l’indipendenza difficilmente avrà un aumento a breve termine e ha deciso di provare una politica entrista aumentando il numero di associazioni sovranazionali che riconosce le rispettive associazioni kosovare in maniera da monetizzare in termini politici più avanti questi consensi.

Va vista in quest’ottica la richiesta di adesione all’Unesco, come già avvenuto con l’adesione al Comitato Olimpico Internazionale del dicembre 2014 (che porterà gli atleti kossovari alle olimpiadi di Rio 2016) o l’affiliazione alla FIBA (Basket) nel marzo di quest’anno o l’autorizzazione della FIFA a giocare amichevoli ufficiali a partire da gennaio 2014 ( seppur con molte limitazioni ).

Piccoli cavalli di troia che puntano all’affossamento delle rivendicazioni serbe sulla regione balcanica.

Stefano Casagrande

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