Sabratha, 23 ago – Si chiama “Brigata 48” e rappresenta l’unico vero deterrente contro l’immigrazione selvaggia e incontrollata in Italia. Sono i miliziani armati di questo gruppo, infatti, che bloccherebbero le partenze delle navi con i migranti diretti in Italia dalla Libia. Secondo quanto riferisce la Reuters, che per prima ha parlato di questo gruppo citando fonti che hanno chiesto di rimanere anonime, la Brigata 48 sarebbe in azione da alcune settimane. Cioè più o meno da quando si è fermato il flusso degli sbarchi sulle coste italiane.

A capo dell’organizzazione ci sarebbe un ex boss della mafia che ora starebbe trattando con il governo libico per ottenere sostegno e legittimità. Forse, e soprattutto, anche aiuti di natura economica. Perché questo boss pare conosca bene il mondo degli scafisti, essendo stato coinvolto in passato in prima persona nel traffico di esseri umani.

Il gruppo, composto da alcune centinaia di civili, poliziotti, militari, opera sulle spiagge di Sabratha, capitale degli scafisti, e gestisce alcuni campi di detenzione dove vengono rinchiusi i profughi provenienti per lo più da Nigeria, Sudan, Mali, Guinea, Eritrea e diretti in Italia. Per stanarli i miliziani mercenari eseguono continui pattugliamenti lungo la costa, dove si fermano i profughi in attesa di imbarcarsi sulle navi dei trafficanti in direzione Italia.

Non è quindi merito del piano del ministro Minniti, o almeno non tutto, se gli arrivi di immigrati in Italia si sono più che dimezzati rispetto allo stesso periodo del 2016. Da Tripoli non commentano, e dal Viminale non sono arrivate dichiarazioni, né di conferma né di smentita di quanto riportato da Reuters. Tuttavia l’Oim, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, mediante il suo portavoce Flavio di Giacomo, ha dichiarato che nei giorni scorsi alcuni immigrati sbarcati a Trapani hanno riferito che “era molto difficile partire da Sabrata. C’era gente che bloccava le barche prima della partenza, e se uscivano in mare venivano rimandate subito indietro”. Una conferma, anche se implicita, che qualcosa è cambiato. Ma non grazie alle nuove disposizioni del governo italiano.

Anna Pedri

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