Roma, 2 mag – “Con la guerra in Ucraina rischiamo uno tsunami di sbarchi per via della crisi economica nei Paesi di origine dei flussi migratori“: a lanciare l’allarme è l’ammiraglio di divisione (ris.) Nicola De Felice. “Aspettiamoci un’estate calda e con questo ministro dell’Interno prepariamoci al peggio, sperando che il bel tempo arrivi il più tardi possibile”, avverte l’esperto di sicurezza nazionale, con il quale abbiamo fatto il punto sugli effetti a lungo termine della crisi ucraina. De Felice, profondo conoscitore dei flussi migratori irregolari nel Mediterraneo e nemico giurato delle navi Ong, ci spiega che “fame e blackout stanno scatenando una crisi economica senza precedenti nei Paesi d’origine dei flussi migratori”.

Ammiraglio, la crisi ucraina può in qualche modo incrementare gli sbarchi di irregolari in Italia?

“Assolutamente sì. Le turbolenze innescate dall’aumento dei prezzi di cibo ed energia stanno attanagliando l’Egitto, il Bangladesh e la Tunisia, ai primi posti della classifica per gli sbarchi in Italia con 10mila clandestini nel 2022, il triplo rispetto allo stesso periodo del 2020. Il tutto rischia di trasformarsi in uno tsunami apocalittico di sbarchi, grazie anche all’attrattiva presenza delle navi Ong tedesche, norvegesi e spagnole a ridosso delle coste libiche. L’Egitto ha 104 milioni di abitanti mentre il Bangladesh, nazione più densamente popolata al mondo, ne ha 166 milioni. L’aumento dei tassi di interesse negli Stati Uniti incrementa i costi di servizio e il debito pubblico di questi Paesi, indebitati per miliardi di dollari per combattere il Covid”.

Cosa sta succedendo in questi Paesi?

“La crisi alimentare ed energetica dovuta alla cruda realtà della guerra in Ucraina sembra dover durare mesi e questo cocktail di rischi ha già spinto lo Sri Lanka al default mentre altre economie emergenti sono in procinto di seguirne l’esempio. Altri problemi sono in arrivo come il nuovo focolaio Covid che sta bloccando i porti della Cina, con l’Europa e gli Stati Uniti spaventati da una possibile recessione. Per il Fmi la guerra ucraina è come ‘un’onda sismica che impatta sull’economia globale’ e la Banca mondiale ha tagliato le previsioni di crescita globale annunciando la creazione di un pacchetto di recupero da 170 miliardi di dollari per le nazioni in crisi.

Si rischia dunque una reazione a catena

“Lo Sri Lanka ha svalutato la sua valuta del 40% e sospeso il pagamento del debito estero, decidendo di utilizzare ciò che resta delle sue riserve per coprire le importazioni di cibo ed energia piuttosto che pagare gli investitori. Turchia, Egitto, Tunisia, Etiopia, Pakistan, Bangladesh sono in testa alla classifica dei mercati emergenti esposti al crollo finanziario a causa della guerra. I governi di questi Paesi hanno aumentato i prestiti per attutire l’impatto della pandemia e della guerra. Ora il debito è detenuto da banche pronte a speculare sul rischio e a ritirare i prestiti a causa del rallentamento delle economie e del valore dei titoli di Stato”.

E questo cosa comporta?

“È probabile che l’aumento degli oneri finanziari diventi più pressante man mano che la Fed, per combattere l’inflazione interna, alzi i tassi di interesse sui Treasury statunitensi, obbligazioni governative considerate beni rifugio per molti Stati in via di sviluppo. Le banche centrali di Egitto e Tunisia stanno alzando i tassi per tentare di controllare i prezzi, ma è bene ricordare che solo un decennio fa l’aumento dei prezzi dei generi alimentari contribuì alla Primavera araba e ai cambi di regime”.

Un quadro simile incrementerà i flussi migratori?

“Inevitabilmente. In Bangladesh il governo sta tagliando l’elettricità alle famiglie e all’industria perché non può più acquistare carbone e gas. Il governo tunisino, a corto di liquidità, ha aumentato i prezzi del carburante quattro volte nell’ultimo anno e il turismo è sparito. I venditori della medina scherzano sul fatto che la marijuana si compra più facilmente della farina. In Egitto, il più grande importatore mondiale di grano, la scomparsa delle forniture russe ed ucraine hanno colpito duramente. La sterlina egiziana si è svalutata del 17% e il presidente El-Sisi ha esortato il popolo ad accontentarsi di pasti meno ricchi nel rompere il digiuno del Ramadan”.

Adolfo Spezzaferro

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4 Commenti

  1. Tornino un po’ al rurale ed al baratto a casa loro, “stati e seminatori di zizzania, tangenti e droga” permettendo… Qui ci stiamo abituando a stare molto ma molto stretti !

  2. Casse Sataniche e Pipe Sudetiche

    “Avreste mai sognato un Capo dell’Istruzione Pubblica negrita? ce l’avete. Ne volevate un altro, Capo delle nostre Colonie? Ce l’avete! Il giusto ritorno delle cose! Domani Presidente del Consiglio, ordinatore dei nostri mattatoi (lo è già stato).” – La scuola dei cadaveri – 1938

    ” Chi sono i padroni di questo trambusto? Le banche ebree, le congiure dei Rabbini (con o senza eroina), l’Intelligence Service (grande produttore di guerre e rivoluzioni), l’Inghilterra giudeocratica, la City, tutto per i Giudei.” – Louis Ferdinand Celine –

    Buona lettura et divertimento

    https://telegra.ph/Casse-Sataniche-e-Pipe-Sudetiche-05-01

    To be Continua in…

    By Manlio Amelio in Exquisite- Cadavre avec Louis Ferdinand Celine et André Brissaud…

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