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Roma, 12 gen – Abbiamo già parlato di esoscheletri che potenzialmente condannano i lavoratori (con la scusa di aiutarli) ad essere impiegati per tutta la vita… ma solo coloro che svolgono mansioni “di fatica” si troveranno alla mercé del capitalismo più aggressivo di sempre? La risposta è no. In realtà basterebbe prestare un po’ più di attenzione alla costante erosione dei diritti dei lavoratori attraverso leggi e decreti per averne una chiara idea, ma ci sono anche altri modi per notare un sempre maggiore sfruttamento in nome degli introiti delle grandi aziende. Uno di questi è il fiorire di gadget “da ufficio”, in teoria creati per migliorare la qualità di vita sul posto di impiego, nella pratica volti a tamponare varie carenze delle aziende stesse.

Gadget “placebo”

Per esempio, esistono tutta una serie di gingilli da collocare in uffici troppo freddi: la soluzione più ovvia – alzare il riscaldamento – prevede un costo per il datore di lavoro, e quindi perché non ribaltarlo su chi occupa invece le scrivanie? E così nascono i cuscini riscaldanti per le sedie da PC, i mouse riscaldati, magari da abbinare ai guanti termici senza dita, lo scalda tazza che mantiene il the caldo grazie a una comoda presa usb, il poggiapiedi elettrico sotto la scrivania, ma anche una pratica pedaliera per mantenere attive le articolazioni mentre scrivete un report, fino alla scrivania la cui parte inferiore è niente poco di meno che un letto vero e proprio. Fin qui ci siamo spinti verso quegli articoli “placebo” che, se messi a disposizione dall’azienda stessa, possono anche avere un ritorno gratificante… ma che dire di quelli che sembrano usciti più da una distopia cyberpunk?

L’inferno degli open space

Per fare un esempio pratico, bisogna mettersi nell’ottica degli open space, così alla moda nelle grandi multinazionali. Questi maxi uffici, che ricordano una versione umana ed edulcorata degli allevamenti in batteria dei polli, hanno ormai sostituito gli uffici singoli o con pochi posti che esistevano fino a qualche anno fa (in Italia, perché negli Stati Uniti, patria esportatrice da sempre di queste grandi scoperte, non esistono più da decenni…), compattando al massimo i costi per il datore di lavoro e peggiorando la vita del lavoratore.

Ci si trova stipati gomito a gomito in cubicoli di qualche metro quadrato, se si ha fortuna, sommersi da un costante rumore bianco di telefoni che squillano, dita che battono sulle tastiere, luci troppo forti, sovrastati dal chiacchiericcio indistinguibile di cento persone. Purtroppo ci si trova comunque a dover parlare al telefono per mere ragioni di lavoro, in un ginepraio di “Mi perdoni, non ho capito, può ripetere?” che finiscono per sfiancare anche i clienti. Ma non preoccupatevi: la grande macchina del Capitale è al lavoro, ed ha trovato come risolvere l’annoso problema.

La museruola per schiavi da open space

Tornare ad uffici a misura di essere umano? Certo che no. “Bloxvox” promette di meglio: una telefonata comprensibile e senza sottofondo rumoroso per chi ascolta… e una museruola che costa appena 50 dollari per l’impiegato che parla, dalla calca del suo angolo. I suoni vengono bloccati solo per l’interlocutore che non è nell’ufficio, in pratica. Fortunatamente, un po’ come per le tazze del bagno inclinate per impedire agli impiegati di perdere tempo al bagno, anche questa start-up non ha raccolto grandi consensi per il momento… ma ha dato un’idea. E da anni abbiamo imparato che da queste “idee” di solito derivano conseguenze molto meno positive della lampadina di Thomas Edison.

Alice Battaglia

2 Commenti

  1. Ci vorrebbe per davvero! fatevi un giro negli uffici e guardate cosa combinano tra chiacchiere e cartellini che si timbrano a vicenda pausa caffe di 2 ore e chiacchiere e troie .altro che museruola.ci vorrebbe anche la cintura di castita’.

  2. E ti rispondono…, quanto costa l’ ufficio a metro quadro e all’ ora?!
    Da qui si deve ripartire, ribaltare, “riprezzare”, ma soprattutto cancellare beni e servizi (sic), che nessuno a richiesto e ti costringono a subire…
    Egregio Benny… cerchiamo di capire… questi vivono senza niente… hanno solo quello. E qui nasce la questione. La cintura di castità… sì, per non fare nascere altri sfigati!

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