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Roma, 12 gen – Ennesima figuraccia targata Movimento 5 stelle. Al centro della polemica è finito, stavolta, il neo nominato ministro dell’Istruzione Azzolina, che assieme a Gaetano Manfredi ha rimpiazzato il dimissionario Fioramonti. Che, “per non saper né leggere né scrivere”, è stata beccata a scopiazzare senza citare le fonti nientemeno che in stralci della sua tesi. Non male per essere la nuova titolare del Miur.

La tesi

Lo rivela Repubblica, che mostra come nel 2009 (2010 secondo il curriculum ufficiale) Azzolina ha presentato all’Università di Pisa, presso la Scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario della Toscana, una tesi di 41 pagine dal titolo Un caso di ritardo mentale lieve associato a disturbi depressivi. Il quotidiano diretto da Verdelli fa notare che, inserendo un paio di parole chiave dentro i motori di ricerca, si affacciano riferimenti alla tesi del neoministro. Controllando meglio, si scopre che non è la tesi della Azzolina ad essere citata, ma è proprio quest’ultima ad avere “depredato” altri studi e ricerche pregresse. Il fatto in sé non sarebbe grave o illecito se l’autrice della tesi avesse virgolettato o citato le fonti: un’operazione che quest’ultima, si sarebbe “dimenticata”, – diciamo così – di fare. Così il giornalista di Repubblica ha scoperto che fin dalle prime pagine il lavoro è plagiato da altre fonti, e manca completamente di virgolettati, citazioni e note a piè di pagina. Il famoso “merito” di cui parlano i grillini, insomma.

I passi copiati

Scendendo nei particolari, vi sono tre passi non citati che riguardano le diciture di “ritardo mentale” contenute nel Dizionario di psicologia di Umberto Galimberti e nel Trattato italiano di psichiatria in tre volumi, curato da Luigi Ravizza, Gabriele Masi, Mara Marcheschi e Pietro Pfanner. Il quarto passo è ripreso, sempre senza virgolettato, dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali curato da Vittorino Andreoli, Giovanni B. Cassano e Romolo Rossi.

I grillini? muti

Insomma, un modello di trasparenza e risultati raggiunti in base al merito a cui gli studenti italiani dovrebbero ambire ad ispirarsi. Nel frattempo in casa 5stelle tutto tace: parliamo degli stessi grillini che si stracciarono le vesti e chiesero la testa della Madia quando venne similmente accusata di plagio.

Cristina Gauri

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