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La polizia inglese non riesce a capire i motivi dell’attacco di Khalid Masood

by La Redazione
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Khalid MasoodLondra, 27 mar – La polizia inglese è in queste ore alle prese con un bel rompicapo: perché mai un buon inglese come Khalid Masood un giorno ha deciso di mettersi alla guida di un Suv, investire più persone possibili, dirigersi verso il Parlamento inglese e poi scendere armato di coltello per uccidere chiunque gli capitasse davanti? Un delitto che agli investigatori britannici sembra davvero inspiegabile. Guai a suggerire loro la pista islamista, per carità: sarebbe un intollerabile cedimento al populismo.

Uno dei commissari responsabili delle indagini, Neil Basu, ha infatti dichiarato: “Crediamo che Masood abbia agito da solo, le ragioni forse non le sapremo mai. C’è la possibilità che non riusciremo mai a capire perché lo ha fatto”. Già, perché mai lo avrà fatto? Perché un uomo che l’Isis ha definito un suo “soldato che ha risposto alla chiamata” ha deciso di compiere un attentato? Perché un uomo già noto all’M15 come figura dello jihadismo interno, sia pur in posizione ritenuta “periferica” ha deciso di uccidere delle persone in quel modo? Come sarà mai accaduto che quest’uomo, finito a insegnare inglese in Arabia Saudita, sia diventato un fondamentalista islamico? È un vero mistero, non c’è che dire.

Intanto, a proposito poi dell’attacco di mercoledì, la polizia ha fornito ulteriori dettagli spiegando che è durato in tutto 82 secondi. Delle 11 persone arrestate, 9 sono state rimesse in libertà. “Non sembra che Masood abbia avuto complici”, afferma la polizia. Il solito pazzo isolato.

Giuliano Lebelli

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