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Teheran, 22 mag – Gli Stati Uniti si sono messi “contro 82 milioni di iraniani, non contro il governo” di Teheran, e “quello che gli Usa stanno facendo oggi non è solo una guerra (economica), non sono solo sanzioni, ma crimini contro l’umanità perché stanno bloccando i nostri acquisti di medicinali e generi alimentari e stanno impedendo ai malati di spostarsi all’estero” per cure mediche. E’ la pesante accusa contro l’amministrazione Trump del presidente iraniano, Hassan Rohani, intervenuto dalla provincia dell’Azerbaijan Occidentale. Rohani poi evidenzia come “gli americani avrebbero potuto prevedere deroghe alle sanzioni per i medicinali e i generi alimentari“. Il presidente iraniano poi descrive gli Usa come “la più grande potenza arrogante” al mondo e l’Iran come il “simbolo della fede, della dignità e dell’indipendenza”. “L’inaugurazione di grandi progetti in un periodo in cui gli Stati Uniti fanno del loro meglio contro di noi – afferma Rohani – dimostra la forza del nostro popolo”. Secondo l’agenzia ufficiale Irna, il presidente infatti si è recato nell’Azerbaijan Occidentale per inaugurare “27 progetti infrastrutturali”.

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Rohani: “Iran sempre vittorioso contro i bulli della Casa Bianca”

L’Iran “è sempre uscito vittorioso contro i bulli della Casa Bianca”, incalza Rohani, insistendo sulla “forza” della Repubblica Islamica davanti ai “nemici”. “Le pressioni possono rendere difficile la situazione per noi – sottolinea in merito alle sanzioni – ma l’Iran non si piegherà davanti ai bulli”. “La Casa Bianca non può sconfiggere l’Iran: potrebbero farlo se si trovassero di fronte a un gruppo, ma – afferma con orgoglio Rohani – hanno davanti l’intera nazione iraniana“. “Gli americani hanno fallito più volte seguendo la stessa strada, ma perseverano e rimpiangeranno questa mossa poco saggia contro un grande Paese libero”, rincara la dose. Il presidente poi cita “errori di calcolo” e “pensieri infantili nelle loro teste, che ora creano problemi per l’Iran, ma lasceranno una brutta traccia nella storia”.

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“Su accordo sul nucleare gli Usa hanno fallito”

Rohani infine accusa ancora i “falchi, i sionisti” e chi “nella regione da 40 anni pensa al giorno del fallimento della Repubblica Islamica”. Il presidente ha poi sostenuto ci fossero “vari piani per far infuriare” Teheran “in modo che si ritirasse” dall’accordo internazionale sul nucleare iraniano. “Non ci sono riusciti – ribadisce, a più di un anno dall’uscita degli Usa dall’intesa – hanno lavorato con gli altri sei Paesi, soprattutto con gli europei, affinché si ritirassero tutti insieme dall’accordo, ma non sono riusciti a pilotare nessuno e alla fine gli Stati Uniti non hanno avuto altra scelta che lasciare da soli l’intesa”.

Adolfo Spezzaferro

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