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Roma, 30 ago – Un flusso continuo, inarrestabile perché non si fa nulla di concreto per arrestarlo. I 369 clandestini (non 450 come reso noto in un primo momento, ndr), bengalesi e senegalesi, sbarcati nella notte a Lampedusa sono la fotografia del fallimento del governo giallofucsia. L’isola siciliana è letteralmente invasa da immigrati irregolari e le risibili iniziative prese sin qui dall’esecutivo si stanno rivelando del tutto inefficaci per frenare gli arrivi dei barconi. L’impressionante numero di immigrati giunti stanotte sulle coste di Lampedusa a borgo di un peschereccio, intercettato a quattro miglia dalla costa dalle motovedette della Guardia costiera e della Guardia di Finanza, vanno ad aggiungersi ai circa 1.100 già presenti nell’hotspot di contrada Imbriacola. 

Per comprendere quanto sia ingestibile e dunque sempre più esplosiva la situazione, basti sapere che il centro di prima accoglienza dell’isola siciliana ha una capienza massima di 192 persone. “Siamo in ginocchio, all’hotspot si superano le 1.500 presenze, non è possibile continuare a sopportare queste angherie da parte del governo“, ha tuonato il sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello. Il primo cittadino ha minacciato lo sciopero di tutta l’isola nel caso in cui il governo non prenda “decisioni immediate”. Intanto al porto è già scoppiata la protesta da parte di cittadini esasperati che hanno esposto uno striscione piuttosto chiaro: “Stop immigrati”.

Il costoso flop di due ministri

Ma la drammatica situazione che sta vivendo l’isola delle Pelagie rappresenta anche il clamoroso (e costoso) flop di due ministri allo sbando: Di Maio e Lamorgese.
A metà agosto i il ministro degli Esteri si recò infatti in Tunisia insieme al ministro dell’Interno per “rafforzare la lotta ai trafficanti”. Nell’incontro ufficiale con il presidente tunisino Kais Saied, l’ex leader pentastellato disse: “L’Italia è pronta a prestare tutta l’assistenza tecnica che serve”, alla nazione nordafricana. Ma soprattutto il governo decise di girare 11 milioni di euro per consentire alla Tunisia di rafforzare il controllo delle sue frontiere marittime. Tradotto in parole povere: cifra impressionante impiegata dall’Italia per bloccare i flussi migratori. Risultato: fallimento completo, perché gli immigrati irregolari continuano ad arrivare a fiumi. Non solo, dopo l’incontro con Saied, il ministro Di Maio dichiarò: “Voglio essere molto chiaro: chi arriva in Italia in maniera irregolare non potrà usufruire di alcuna opportunità di regolarizzazione. L’unico esito di un arrivo irregolare è un rimpatrio“. Quanti clandestini abbiamo davvero rimpatriato?

Eugenio Palazzini

3 Commenti

  1. Aggiungete al conto anche i 34 algerini sbarcati venerdì nel Sud della Sardegna tramite un numero imprecisato di barchini più un motoscafo. Ad attenderli, pare ci fosse, addirittura, un furgone (così come testimoniato da alcune persone che hanno assistito, del tutto impotenti, all’ennesimo sbarco quotidiano). Certo che questi “disperati” sono proprio ben organizzati…

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