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Vienna, 7 ago – Si chiude definitivamente il contenzioso tra lo Stato austriaco e Geraldine Pommer, la ex proprietaria della casa natale di Adolf Hitler: a stabilirlo è stato la Corte suprema austriaca che, come annunciato dal ministero dell’Interno, ha confermato che il valore dello stabile ammonta a 810mila euro e tanto verrà pagato dallo Stato alla signora Pommer.

L’ex proprietaria dell’edificio aveva ottenuto in primo grado che lo Stato pagasse la somma di 1,5 milioni di euro per la casa del 17esimo secolo situata nel centro di Braunau-am-Inn, al confine con la Germania, dove il Führer nacque nel 1889. Una somma ritenuta esagerata dal governo, che in principio ne aveva stimato il valore in 310 mila euro. Nel 2016 lo stato austriaco era diventato padrone dell’immobile in seguito all’espropriazione che si era necessaria per impedire i “pellegrinaggi” dei nostalgici del nazionalsocialismo, che ogni anno si recano a Braunau am Inn per visitare la casa natale del Führer. In un primo momento si era persino pensato all’abbattimento della struttura.

Dal 1972 il governo era diventato inquilino dell’edificio e ne aveva fatto un centro per disabili. Nel 2011 la proprietaria aveva deciso di vietare ogni utilizzo dell’immobile, contestando ripetutamente il provvedimento di esproprio. La signora si era sempre rifiutata di cedere la “Casa di Hitler” allo Stato o di apportare anche minime modifiche all’edificio, dai lavori di ristrutturazione all’apposizione di una targa commemorativa sulla facciata. Da qui è scaturita la volontà del ministero di espropriare l’immobile con atto d’imperio, seppur dietro un risarcimento alla Pommer. A disputa conclusa, il ministero dell’Interno ha annunciato che ora può essere avviato il riutilizzo dell’edificio come previsto dalla legge «per impedire qualsiasi forma» di «attività sovversiva nazionalsocialista», lanciando un concorso di idee per architetti onde modificare il palazzo

Cristina Gauri

5 Commenti

  1. Mi chiedevo se il Governo Austriaco e gli altri Governi (e – qui da noi – le truppe cammellate dell’Italica variegata sinistra) si siano mai chiesti la ragione ultima della “nostalgia canaglia” citata da C. Gauri invece di ululare alla luna della rinascita degli sgraditi movimenti del ‘secolo breve’ e di condannare con inaudita violenza ogni minima manifestazione di revisionismo (cfr., p.es., YouTube vs. Leni Riefenstahl)…

  2. La STORIA non si cancella! Cari i miei REGIMI sedicenti liberali, aperti, tolleranti, democratici & attenti a che nessuna “minoranza” subisca soprusi e/o abusi, e ogni altro edificante proposito, tutto zucchero & miele, (solo sulla carta, ed all’atto pratico fruibile solo da minoranze “scelte ” & “radical chic”), possiate falsamente e truffaldinamente strologare ed ammanire al volgo credulo & marionettistico! Il vostro pozzo d’ odio senza fondo è semplicemente demoniaco! Vi auguro di ottenere tutto ciò che meritate! Dopo morti e, possibilmente, anche prima.

  3. […] Come è noto, il destino di questa proprietà del XVII secolo è stato oggetto di una lunga disputa tra l’ex proprietaria Gerlinde Pommer. Per decenni, il governo locale lo ha preso in affitto nel tentativo di fermare i flussi di turisti incuriositi e di nostalgici del Terzo Reich. Per un certo periodo l’edificio ha ospitato un centro per disabili, ma quando la proprietaria si è opposta ad alcuni lavori di ristrutturazione per renderlo più accessibile alle sedie a rotelle, ed ha anche rifiutato tutte le offerte del governo per acquistarlo o eseguire i lavori, la struttura è stata chiusa definitivamente. Nel 2014 non è andato in porto il progetto per trasformare l’edificio in un centro per rifugiati e solo due anni dopo, nel 2016, il governo ha preso possesso della casa con un ordine di acquisto obbligatorio (esproprio), per un prezzo di 810.000 euro. Decisione confermata lo scorso agosto dalla Corte suprema austriaca. […]

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