Tokyo, 9 lug – Sono almeno 100 i morti causati dalle alluvioni che hanno colpito il Giappone occidentale. Nella zona di Hiroshima, in particolare, si registra la situazione peggiore, con 68 persone ancora disperse. Era dal 2011 che non si registrava un maltempo così devastante nel Paese. Il bilancio, però, è destinato ad aggravarsi perché si ritiene che siano ancora molte le persone rimaste intrappolate nelle loro case invase da acqua e fango.
Tutto si è fermato, in Giappone. Persino le fabbriche di automobili Daihatsu e Mazda hanno bloccato la produzione, per via delle difficoltà degli operai a raggiungere il posto di lavoro e per la quasi impossibilità a reperire pezzi di ricambio. 56 strade sono fuori uso e 17 operatori ferroviari hanno sospeso i servizi, e si stima che il processo per ripristinare i collegamenti di trasporto potrebbe durare mesi.
La macchina dei soccorsi vede impegnati 54mila uomini di esercito, polizia, vigili del fuoco e guardia costiera. Anche il premier Shinzo Abe ha annullato il previsto viaggio in Francia, Belgio, Arabia Saudita ed Egitto, per restare alla guida dei soccorsi, spiegando che ormai si tratta di una “corsa contro il tempo” per cercare i sopravvissuti.
Sono quasi sei milioni gli abitanti, di 19 prefetture, che hanno ricevuto l’ordine di sfollare dalle loro abitazioni, e da ieri 30mila persone dormono nei centri di accoglienza. Nella prefettura di Okayama, oltre mille persone si sono rifugiate sui tetti delle loro abitazioni, e nel distretto di Mabicho 4.600 case sono state completamente inondate dalla furia dell’acqua. A Okayama mancano cibo, medicinali e vestiti per quanti sono stati tratti in salvo.
Il maltempo sembra che oggi stia dando una tregua, e il caldo è tornato prepotente. Questo, tuttavia, non è un buon segno dal momento che la popolazione è rimasta senza acqua potabile ed elettricità. Inoltre l’Agenzia meteorologica giapponese ha diramato uno stato di allerta per il rischio di frane causate dalla grande quantità d’acqua caduta, che hanno fatto esondare molti fiumi e crollare gli argini.
Anna Pedri

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