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Londra, 5 dic – Aveva definito il burqa un indumento “oppressivo e ridicolo” descrivendo le donne che lo indossano come “cassette delle lettere” ambulanti simili a dei “rapinatori di banche”. Per queste dichiarazioni pubblicate sul Telegraph nell’agosto 2018 ora il primo ministro britannico Boris Johnson si è scusato pubblicamente. Lo ha fatto durante un suo intervento a This Morning, programma di Phillip Schofield e Holly Willoughby. Lo ha riferito il Guardian.

Le scuse

Durante la trasmissione i conduttori hanno fatto presente a Johnson che i cittadini di fede musulmana si sono sentiti offesi da quelle esternazioni ritenendole “razziste”, ma il premier non si è scomposto e ha dichiarato: “Le persone tirano fuori tutti i tipi di articoli. Ho già chiesto scusa per qualsiasi offesa possano avere causato le mie parole e lo ripeto”. Inoltre, Johnson ha ribadito che le sue osservazioni erano state estrapolate erroneamente dal contesto e quindi fraintese; ciononostante ha confermato la sua volontà di portare avanti la lotta al razzismo:”Ciò che il partito conservatore deve fare è avviare un’indagine sulla xenofobia e sui pregiudizi di ogni tipo”.

Non si riabilitano i terroristi

Le parole di Johnson, all’epoca della pubblicazione dell’articolo, avevano suscitato lo sdegno di alcuni rappresentanti della comunità musulmana, ma l’attuale premier – che a quel tempo premier non era – si era rifiutato di scusarsi, nonostante le pressioni dell’allora primo ministro Theresa May, e di Brandon Lewis, l’allora presidente del partito conservatore. Nel corso della trasmissione Johnson ha commentato la tragica vicenda dell’attentato terroristico al London Bridge, definendo i terroristi come Usman Khan dei “criminali che non possono essere riabilitati”. Khan aveva infatti trascorso otto anni in prigione ma era stato poi rilasciato a metà della pena. “Credo che, in realtà, sia sempre un bene cercare di riabilitare le persone, tutte devono avere una possibilità. Ma ce ne sono alcune, e penso che probabilmente questo ragazzo sia uno di loro, che proprio non sono in grado di cambiare. Nel suo caso, la cosa migliore per la collettività e per lui era tenerlo dentro. È stato sbagliato rilasciarlo”, ha commentato Johnson.

Cristina Gauri

5 Commenti

  1. Cassette della posta?… Sembrano sacchi di PATTUME con le ZAMPE!… E la PUZZA non manca ASSOLUTAMENTE!… Che vadano affanculo!… Loro e il LORO “dio” grullhallah! BLASFEMO & FASULLO!

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