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Le PenRoma, 24 ott – Jean-Marie Le Pen irrompe ancora una volta nel dibattito politico francese, come al solito rompendo i tabù politicamente corretti. Nel suo “Diario di bordo” settimanale, Le Pen commenta le recenti violenze subite in Francia da alcuni insegnanti, vittime di studenti di origine immigrata. Dopo aver attaccato “l’atteggiamento lassista e compiacente” di un corpo insegnante “profondamente marxistizzato”, il fondatore del Front national ha aggiunto che è assurdo vedere “nella stessa classe dei giovani africani di 14 anni con giovani europei della stessa età”.



L’assurdità risiede nel fatto che “essi non hanno la stessa età biologica né la stessa età mentale né lo stesso livello di conoscenza e di educazione”. Spiega Le Pen: “Un bambino che non segue la classe si annoia. Quando si annoia, scherza o si esprime con la violenza”. Da qui una sorta di “disintegrazione del sistema scolastico”, sistema che “poggia solo sull’ordine, sull’autorità, sulla gerarchia, sui valori che l’insegnamento francese ha negato per decenni”.

Giuliano Lebelli

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