San Anselmo, 29 ago – Dopo i simboli sudisti e il monumento a Italo Balbo, un nuovo caso di rimozione di statue “scomode” sta interessando gli Usa. A finire sotto “accusa” questa volta sono delle raffigurazioni della Madonna e di Gesù Bambino. Il che potrebbe anche non sorprendere più di tanto, visti i tempi che corrono, se non fosse che a toglierle di mezzo di sua sponte sia stata la preside di una scuola…cattolica. Un prestigioso istituto, quello di San Domenico, presente nella città di San Anselmo da oltre 167 anni. Come racconta Maria Giovanna Maglie su Dagospia, la decisione della preside sarebbe arrivata dopo le lamentele di alcuni genitori di alunni non cattolici, infastiditi in particolar modo dalle statue di San Domenico e San Francesco che campeggiavano proprio all’entrata della scuola.

La logica vorrebbe che se iscrivi tuo figlio in un istituto cattolico dovresti forse mettere in conto di ritrovarti di fronte alla rappresentazione di Cristo o di qualche santo e, nel caso non ti andasse bene, decidere di cambiare scuola. Succede invece che in tempi di politicamente corretto la preside abbia preso la decisione di rimuovere ben 164 statue sulle 180 in totale che figuravano tra i giardini e gli interni della scuola. Oggetti, anche di valore, finiti ora in magazzino. Una situazione che ha generato la protesta, seppur timida, di alcuni genitori di alunni cattolici, che nelle lettere spedite ad un quotidiano locale, oltre alla rimozione delle statue, denunciano anche il restyling del logo dell’istituto, ideato per apparire “meno cattolico”. 

Il tutto fatto con l’obiettivo di “non offendere” i non cattolici, sotto il mantra politicamente corretto dell’inclusione. La domanda che si pongono i genitori cattolici arrabbiati è se in nome dell’inclusione 167 anni di tradizione vadano riposti in magazzino. La risposta della preside sembra essere affermativa. E il fatto che la rimozione delle statue sia stata operata subito dopo i fatti di Charlottesville, assicura la preside, è solo un caso. Il caso non esiste. Verrebbe da dire.

Davide Romano 

1 commento

Commenta