Roma, 13 ott – Negli ultimi dieci anni l’Etiopia ha avuto uno sviluppo economico medio dell’8% l’anno, facendone uno degli Stati a più elevata crescita a livello globale. A differenza di altri Paesi africani questa crescita non è però legata all’esportazione di materie prime, bensì agli investimenti in infrastrutture e alla delocalizzazione di imprese prevalentemente cinesi.
I tanti parchi commerciali hanno visto la nascita di imprese che operano nel settore tessile e calzaturiero, attività incentivate dalle politiche governative che hanno lo scopo di trasformare l’Etiopia in una potenza manifatturiera. Questi investimenti non sono stati esenti da critiche, legate al fatto che alcuni progetti infrastrutturali hanno fatto crescere il debito con la Cina. Vi sono state anche proteste per il fatto che queste fabbriche pagano salari troppo bassi per permettere ai lavoratori di arrivare a fine mese.

Una crescita più inclusiva: il piano dell’Etiopia

Il governo etiope è consapevole di questa situazione e per tale motivo ha varato un piano per stimolare ulteriormente la crescita e renderla più inclusiva, puntando all’ambizioso obiettivo di diventare un paese a medio reddito entro il 2030.
A tale proposito sono stati introdotti incentivi per permettere al settore privato di investire e data priorità a settori come l’agricoltura, il manifatturiero, il minerario, il turismo e l’information and communication technology.
L’aspirazione dell’Etiopia e’ quella di far crescere il reddito pro capite e farlo passare dagli attuali 865 dollari a 2219 dollari. Obiettivi sono ambiziosi ma non impossibili anche se gli esperti hanno suggerito pià cautela visto che al momento Addis Abeba ha un grosso debito con l’estero (prevalentemente, come detto, con la Cina) e un passivo nella bilancia commerciale.
Certo le sfide sono tante ma ciò non toglie che l’Etiopia si stia avviando sulla strada dello sviluppo e ha buone possibilità di diventare una realtà manifatturiera, a dimostrazione che con i giusti incentivi anche l’Africa può industrializzarsi, crescere e creare sviluppo e occupazione.
Giuseppe De Santis

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