Roma, 22 set – A volte, anche nelle guerre più cruente, ci sono momenti in cui prevale la diplomazia e quanto accaduto ieri sera rappresenta uno di questi attimi di incontro. Parliamo del più rilevante scambio di prigionieri di guerra dall’inizio del conflitto in Ucraina. Stando a quanto riferito dal governo di Kiev, la Russia ha liberato 215 prigionieri di guerra “tra cui gli eroi di Azovstal”, ovvero i difensori dell’ultima roccaforte ucraina di Mariupol, l’acciaieria a lungo assediata dalle truppe di Mosca. L’esercito russo annunciò la presa di Azovstal il 21 maggio scorso, diffondendo il video della resa degli ultimi combattenti ucraini che si trovavano ancora all’interno dell’acciaieria. Dunque tra le persone rilasciate da Mosca vi sono diversi combattenti del reggimento Azov. In cambio l’Ucraina ha rilasciato 55 soldati russi e l’oligarca filorusso Viktor Medvedchuk, dal 2019 deputato del Popolo dell’Ucraina, nonché presidente del partito filorusso Scelta Ucraina e stretto collaboratore di Putin.

Scambio di prigionieri, liberati non solo soldati di Azov

Secondo il capo dell’ufficio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Andriy Yermak, questo scambio di prigionieri “è il risultato di accordi personali tra il presidente Zelensky e il presidente (della Turchia, ndr) Erdogan“. Yermak ha così riportato la notizia su Facebook: “il presidente Volodymyr Zelensky ha fissato un obiettivo chiaro: riportare i nostri eroi a casa. Il risultato: i nostri eroi sono liberi”. Oltre ai soldati ucraini, i russi hanno liberato anche 10 stranieri che hanno combattuto al fianco delle truppe di Kiev. Questi ultimi sono stati rilasciati grazie all’intercessione del principe saudita Mohammed bin Salman e in questo momento si troverebbero a Riad, in Arabia Saudita. “Le autorità saudite competenti li hanno ricevuti e trasferiti dalla Russia al Regno e stanno facilitando le procedure per il loro ritorno sicuro nei rispettivi Paesi”, si legge in una nota del ministero degli Esteri saudita.

Rilasciato il comandante “Redis” 

Tra i prigionieri liberati dai russi e appartenenti al reggimento Azov, c’è pure Denis Prokopenko, conosciuto dai commilitoni come il comandante “Redis”, 30enne laureato in lingue e letterature straniere. Prokopenko lo scorso marzo ricevette dal governo di Kiev la medaglia dell’Ordine della Croce d’oro. Molti ricorderanno anche la moglie, Kateryna Prokopenko, che lo scorso 12 maggio incontrò a Roma Papa Francesco.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. La guerra non è finita, quindi i soldati di Azov che cosa faranno adesso… andranno a “riprendersi” nelle proprietà immobiliari occidentali di Zelensky e soci satrapi, salperanno per l’ occidente ospitale con soldi del proprio popolo, torneranno al fronte, o che cosa? “Nazi” eroi nazionali? Tutto da vedere e da capire.

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