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Libyan opposition rebel fighters with their weapons on the road in Bin Jawad, Libiya ,March 5,2011. photo by HEIDI LEVINE/SIPA PRESS

Tripoli, 3 mar – Due morti italiani in Libia, forse usati come scudi umani dall’Isis? È presto per averne la certezza, ma il ministero degli Esteri ha diramato una nota decisamente poco rassicurante: “Relativamente alla diffusione di alcune immagini di vittime di sparatoria nella regione di Sabrata in Libia, apparentemente riconducibili a occidentali, la Farnesina informa che da tali immagini e tuttora in assenza della disponibilità dei corpi, potrebbe trattarsi di due dei quattro italiani, dipendenti della società di costruzioni ‘Bonatti’, rapiti nel luglio 2015 e precisamente di Fausto Piano e Salvatore Failla. Al riguardo la Farnesina ha già informato i familiari. Sono in corso verifiche rese difficili, come detto, dalla non disponibilità dei corpi”.

I due connazionali sarebbero morti in seguito a un raid delle forze di sicurezza libiche in un covo di presunti militanti dello Stato Islamico avvenuto a Sabrata, nell’ovest del Paese. Dopo il blitz, il portavoce del Consiglio militare di Sabrata aveva fornito un bilancio di sette jihadisti uccisi e di tre sospetti fuggiti, ma a quanto pare fra i caduti ci sarebbero anche i due ostaggi italiani. Un testimone libico, rientrato a Tunisi da Sabrata, ha riferito che i due ostaggi italiani “sono stati usati come scudi umani” dai jihadisti dell’Isis, e sarebbero morti “negli scontri” con le milizie di ieri a sud della città, nei pressi di Surman. Ancora su Sabrata, venerdì 19 febbraio gli Stati Uniti avevano compiuto un raid aereo contro un campo dello Stato islamico, che mirava al miliziano Isis Noureddine Chouchane, tunisino ritenuto legato ai due grandi attacchi dell’anno scorso in Tunisia (quello del 18 marzo al museo del Bardo a Tunisi e quello del 26 giugno sulla spiaggia di Sousse).

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