“I lager per i migranti? Solo fake news”. Il deputato libico smentisce i buonisti (Video)

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Roma, 30 set – Mohamed Abdulkarim Raied è deputato del Parlamento libico e presidente della Camera di commercio. Presente a Roma per la seconda edizione di «Mediterraneo solidale», lo abbiamo raggiunto per sapere com’è la situazione nel suo Paese: «La Libia è ancora in fase di ripresa dopo la guerra civile del 2011, ma stiamo lavorando per tornare alla normalità», ci ha detto il deputato libico in un’intervista esclusiva. Poi il discorso vira su un argomento molto sensibile, che emerge ogniqualvolta in Italia si parli di Libia: il problema dell’immigrazione. E su una cosa Raied ha le idee chiare: «I lager per i migranti in Libia? Questa è chiaramente una fake news».

«Le mafie aiutano gli africani a emigrare»

«In Libia – argomenta Raied – abbiamo più di un milione e mezzo di immigrati africani, che non vengono certo maltrattati». Anzi, il deputato ci tiene a precisare che con gli africani subsahariani «siamo riusciti a instaurare una buona convivenza, nel massimo rispetto di ognuno: mangiamo con loro, lavoriamo con loro. Siamo contenti di vivere con loro e di vederli con un lavoro sicuro, com’è appunto in Libia». Questo non vuol dire, però, che per lui l’immigrazione sia un fenomeno positivo: «Come sapete – prosegue Raied – l’Africa centrale è sovrappopolata e molti africani vengono in Libia per poi proseguire verso l’Europa in cerca di lavoro e di migliori condizioni di vita. Ma io credo che ci siano molte mafie, di diversa origine, che aiutano queste persone a emigrare in Europa. E la Libia soffre questa situazione».

«Serve più cooperazione tra Europa e Libia»

«Noi politici libici siamo contrari a questi flussi migratori, e pertanto vogliamo fermarli», assicura Raied. «Tuttavia questo non possiamo farlo – spiega il deputato libico – perché la Libia ha una costa lunga 2mila km. Confiniamo poi con Stati come Ciad, Sudan, Algeria e Niger, e anche qui parliamo di circa 2mila km di frontiera. Di conseguenza non ce la facciamo a controllare a dovere i confini e a impedire alle persone di immigrare in Libia e poi emigrare in Europa. Questa è la situazione». Allora che fare? «Per risolvere il problema, i Paesi europei dovrebbero sviluppare un buon numero di progetti in Africa per dare la possibilità a queste popolazioni di trovare un lavoro a casa loro. Questo è l’unico modo per fermare l’immigrazione. Perché la Libia – conclude Raied – è un Paese con confini troppo vasti, e con un governo non sufficientemente stabile, per risolvere da solo il problema».

Video intervista a Mohamed Abdulkarim Raied

Valerio Benedetti e Davide Di Stefano

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