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Rona, 24 dic – Putin ci cova? Una settimana dopo la liberazione dei pescatori italiani detenuti in Libia, permangono ancora diversi dubbi su come il governo italiano sia riuscito a convincere il generale Khalifa Haftar. Difficilmente però verranno fugati, perché storia insegna che l’azione diplomatica, per essere efficace, necessita di massima discrezione anche a posteriori. Le ipotesi però – anche le più complottiste – come sempre in questi casi si sprecano. Alcune in realtà non sono poi così fantasiose, se non altro perché rivelano retroscena credibili soprattutto al netto della bussola persa dall’Italia per orientarsi in politica estera.

L’uscita di Berlusconi: “E’ stato Putin”

Così a pochi è sembrata del tutto assurda l’uscita di Silvio Berlusconi che quattro giorni dopo il rilascio dei pescatori siciliani ha stroncato i festeggiamenti di Conte e Di Maio. Secondo l’ex premier è stato infatti Vladimir Putin a far liberare i nostri marittimi, “con le sue telefonate ad Haftar”. Berlusconi lo ha rivelato nel corso di una telefonata in vivavoce con Marco Marrone, armatore di uno dei due pescherecci (il Medinea) sequestrati dai libici. “Non bisogna dirlo però; poi si dice che lui è un sostenitore di Haftar, ma non vuole che si dica”, ha poi precisato il leader di Forza Italia. Possibile che le cose stiano come sostiene Berlusconi? Davvero il presidente russo si è prodigato per far liberare i pescatori siciliani detenuti dal primo settembre a Bengasi? Difficile dirlo con certezza, poiché anche in questo caso verosimilmente non arriverà mai una conferma da parte di Putin, né tantomeno dal governo italiano.

Pescatori italiani, le telefonate di Putin

Oggi però a rilanciare questa ipotesi è La Stampa. Il quotidiano diretto da Massimo Giannini e non tacciabile di particolari simpatie nei confronti di Berlusconi, cita fonti “a conoscenza del dossier” sulla liberazione degli equipaggi dei pescherecci italiani. Putin avrebbe telefonato direttamente al quartier generale di Haftar per sollecitare il rilascio dei pescatori entro Natale in cambio di un appoggio russo nelle strategie dello stesso Haftar. Ma non è tutto, perché la vicenda appare ancor più ingarbugliata e colma di intrecci internazionali. L’Italia, sempre stando a quanto rivelato dal quotidiano torinese, avrebbe ricevuto l’appoggio anche degli Stati Uniti. Il tutto per mettere una pezza dopo il “passo falso” del ministero degli Esteri italiano, Luigi Di Maio. Difatti Haftar avrebbe sequestrato i marittimi siciliani per ritorsione, considerando uno sgarro inaccettabile la mancata visita dell’esponente pentastellato lo scorso primo settembre.

Eugenio Palazzini

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4 Commenti

  1. Lasciare la UE per allearci con la RUSSIA ???? Che , avendolo
    vissuto è MENO COMUNISTA di chi ci governa e dei socialistoidi UE …..

    L’ intervento di Vladimir è comunque PIù credibile delle attività dei due GRULLINI Conte e Di Maio ….. (liberatori di SCAFISTI !)

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