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LIBYA-UNREST-GAS-ITALY-ENITripoli, 20 lug – Quattro cittadini italiani sono stati rapiti questa notte in Libia, nella zona di Mellitah. Si tratta di dipendenti della ditta Bonatti di Parma, azienda presente in tutto il mondo e che nel paese nordafricano lavora in zona insieme all’Eni, una delle poche realtà ancora presenti nel paese.
I quattro -dei quali non sono state ancora rese note le generalità- erano entrati in Libia dalla Tunisia, diretti al sito di Mellitah operato dal cane a sei zampe. Mellitah è il terminale da cui si diparte il gasdotto Greenstream, che attraversa il canale di Sicilia per approdare a Gela. Prima di raggiungerlo, sono stati sequestrati nei pressi della di Zuwara, città attualmente sotto il controllo delle milizie islamiste.
“Siamo stati informati ieri sera e stiamo lavorando con l’Intelligence per raccogliere tutte le informazioni su questa azione criminale”, ha spiegato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Non si esclude alcuna pista, visto che la situazione in Libia è estremamente fluida e complessa: “È difficile al momento -spiega ancora Gentiloni- fare ipotesi sugli autori del rapimento. È una zona in cui ci sono anche dei precedenti. Ci dobbiamo attenere alle informazioni che abbiamo e concentrarci sul lavoro per ottenerne altre sul terreno. Quando abbiamo chiuso l’ambasciata italiana in febbraio – e siamo stati gli ultimi a farlo – abbiamo avvisato tutti i lavoratori italiani che la situazione si stava facendo davvero pericolosa. Sappiamo che ci sono ancora molti italiani e stiamo facendo il possibile per garantire la sicurezza e di creare le condizione perchè i quattro rapiti siano liberi al più presto”.
Filippo Burla





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